Fornero vs stampa: una cosa da sapere

By Redazione

dicembre 22, 2011 politica

Andrea Camporese non è solo il presidente dell’Inpgi, ma anche quello dell’ Adepp (Associazione degli enti previdenziali privatizzati) cioè una ventina di casse che servono gli interessi di oltre due milioni di iscritti. Per questo la Fornero andando a fare quella gaffe a casa dei giornalisti nell’anniversario della fondazione dell’Inpgi ha ottenuto il risultato “tecnico” di colpirne uno per educarne cento. O ventidue, come è il numero delle casse privatizzate. Il retroscena lo racconta uno dei sindaci dell’Inogi, Pierluigi Franz, tuttora costernato della “sclerata” (probabilmente ben calcolata come il piantarello televisivo che si fece il giorno della conferenza stampa della manovra) della Fornero, che Franz accusa  “quantomeno di maleducazione”. Per il resto, sempre dal lato tecnico per restare in tema, l’Inpgi è passata al contributivo già dal 1998 e i conti, nonostante che debba pagare anche gli ammortizzatori sociali delle aziende in crisi, che è come se gli operai pagassero la cassa integrazione della Fiat, vanno non soltanto bene, ma benissimo.

E in perfetta trasparenza:  la Sezione Controllo Enti della Corte dei Conti ha sempre ratificato tutti i bilanci (l’ultima positiva Determinazione di 51 pagine, riferita al bilancio chiuso al 31 dicembre 2010, Presidente Raffaele Squitieri, relatore il consigliere Luigi Gallucci, é la numero 57/2011 ed é stata inviata alle Presidenze di Camera e Senato).

Quando l’Inpgi era un ente previdenziale pubblico doveva garantire solo 2 annualità di riserva tecnica rispetto all’importo pagato per le pensioni, mentre dal 1994 da quando l’Inpgi é diventato un ente privatizzato tale limite é stato portato a 5 annualità. Inoltre quando l’Inpgi era un ente pubblico la proiezione dei bilanci tecnici attuariali era di 15 anni, mentre da ente privatizzato é passata prima a 30 anni ed ora addirittura a 50 anni, se passasse la welt und schauung del governo Monti.

Dice Franz: “ma perché l’Inpgi non dovrebbe poter utilizzare per tenere i conti in equilibrio “un patrimonio immobiliare (circa 1 miliardo e 200 milioni di euro) e mobiliare (circa 1 miliardo 300 milioni di euro) sempre crescente”?

Perché i giornalisti, che si sono amministrati quasi sempre benissimo, oggi dovrebbero accumulare quei beni se non per garantire le pensioni ai propri iscritti?

“Ma il vero obiettivo di Fornero e Monti – spiega Franz, come se ce ne fosse bisogno – è un altro: trovare un pretesto per far si che lo stato si inglobi le casse mutue pensionistiche private”. Per fare cassa dando a tutti le pensioni da fame dell’Inps. Stiamo diventando la nuova Corea del Nord?

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