Sciopero edicole, sindacato spaccato

By Redazione

dicembre 20, 2011 politica

Ma quale sciopero “unitario” delle edicole! I giornalai della Cisl non ci stanno: non parteciperanno alla serrata di Natale contro le liberalizzazioni e chiedono perciò che giornali e tv smentiscano le notizie degli ultimi giorni. Lo sciopero delle edicole annunciato per il 27, 28 e 29 dicembre non è affatto generale né tanto meno unitario: le edicole degli aderenti alla Cisl lavoreranno normalmente. E non sono numeri irrilevanti: la Felsa Cisl Giornalai è rappresentata da 4.753 edicole sparse sul territorio nazionale (tesseramento 2010) e coordinate da 91 unioni territoriali Cisl. Queste edicole, insieme a  molte i cui proprietari non sono particolarmente ligi ai dettami del sindacato, alzeranno le serrande nei giorni tra Natale e Capodanno perché – spiegano –  così dovrebbero fare quanti hanno a cuore il futuro della categoria. La notizia è stata resa pubblica attraverso un comunicato ufficiale che sconfessa la proclamazione unitaria dello sciopero e anzi accusa la Cgil e le altre organizzazioni sindacali di remare contro la modernizzazione della professione di edicolante.

“Le ragioni di tale  decisione – si legge nel comunicato – nascono dalla fattiva collaborazione  che la Felsa Cisl Giornalai ha inteso garantire  ed offrire senza alcun pregiudizio nell’ambito del tavolo per l’Editoria  coordinato dal Dipartimento per l’Editoria”. Questa collaborazione “ha  portato alla ferma volontà delle parti tutte  coinvolte nel processo editoriale, di elaborare, per il settore Edicole e distribuzione stampa un protocollo d’intesa  che finalmente segnerà, nella sua applicazione, un momento storico, nuovo ed economicamente vantaggioso proprio per la rete delle edicole italiane”. La Cisl si dice infatti particolarmente interessata all’informatizzazione della rete e all’opportunità di introdurre nei punti vendita servizi “anche innovativi a valore  aggiunto nella prospettiva dello sviluppo complessivo del sistema informatizzato a codice a barre (a titolo di esempio gli abbonamenti) per garantire ai giornalai italiani  un nuovo introito  costituito dalla sottoscrizione e consegna degli abbonamenti realizzato presso le edicole”. L’informatizzazione della rete, infatti, potrà agevolare il processo di certificazione delle rese  e comporterà un risparmio di risorse e la riduzione di sprechi. Perciò “la storica opportunità che il Dipartimento per l’Editoria ha inteso garantire alla rete di vendita  con proposte di intervento economico sancite da Decreto Legislativo ha favore della creazione del Canale Edicole Informatizzate  non può che essere sorretta a spada tratta da parte della Felsa CISL Giornalai”.

C’è poi un motivo meno strategico e più contingente per non aderire allo sciopero:  un motivo di incasso. La Cisl spiega: “La decisone di uno sciopero di tre giorni da parte delle altre organizzazioni sindacali ci lascia veramente perplessi in quanto l’Accordo Nazionale tra Editori ed Edicolanti stabilisce che il 25 e 26 dicembre le Edicole siano chiuse per le sante festività, se a questo poi  aggiungiamo che le feste natalizie hanno comportato da sempre il periodo minore di vendite  va da sé che altri tre giorni di chiusura non farebbero altro che male alle edicole stesse. Infatti le Edicole Italiane, godono in base all’art. 8 del precitato Accordo Nazionale sulla Vendita Dei Quotidiani e Periodici di ben l’8 % sulla vendita dei quotidiani editi il 27 Dicembre e del 6% sui periodici settimanali editi nella settimana di Natale”. Come dire: non se ne parla di chiudere i battenti proprio nei giorni in cui il margine di ricavo è maggiore.  

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