Lui, Lupi e l’altro

By Redazione

dicembre 19, 2011 politica

Negli ultimi giorni fanno coppia fissa. Li trovi a convention, cene e incontri pubblici del Pdl. Appaiono abbracciati in foto o seduti in poltrona a conversare. Entrambi stanno girando l’Italia per presentare i rispettivi libri (editi da Mondadori) e dialogare con la base di un partito che, tramite i congressi provinciali, si prepara a rifarsi il vestito una volta per tutte. Angelino Alfano e Maurizio Lupi sono due tra gli azzurri più attivi in rete: il segretario del Pdl predilige Facebook, dove ha una cassaforte di 49mila fan, mentre il vicepresidente della Camera corre anche su Twitter per rispondere agli appunti degli utenti. Attualmente però, Angelino e Maurizio condividono qualcosa in più che la passione per il web: tra i due si pongono le basi per un vero e proprio sodalizio in cui Lupi appoggia apertamente il segretario in vista della sua candidatura a premier per il Pdl post-berlusconiano.

“Se primarie, sosterrò Alfano”, scriveva un mese fa su Twitter. “Stiamo lavorando sodo con Angelino Alfano per vincere le prossime elezioni politiche”, così in un messaggio di sabato scorso. Tutto normale, si dirà. Alfano è il segretario del Pdl, delfino del Cav. e astro nascente del centrodestra, mentre Lupi è deputato dalla caratura istituzionale, volto spendibile nei salotti tv ed esponente cattolico di stretta osservanza berlusconiana. Peccato che nel quadretto politico-familiare appena descritto spunti un convitato di pietra: Roberto Formigoni.

Da anni in attesa di un trasloco sull’asse Pirellone-Palazzo Chigi, il governatore di Regione Lombardia si è dimostrato sensibile alla fase di rinnovamento del Pdl. Onnipresente su tutti i canali web, ultima la trovata del presidente-barista, Formigoni ha chiesto un “bagno di democrazia” per i processi decisionali azzurri, auspicando le primarie per la scelta del premier a cui lui, senza sorprese, parteciperebbe volentieri. Si muove su più fronti (Lega compresa) e si spende attivamente per il partito, anche se nelle ultime settimane è stato impegnato dagli scossoni giudiziari che hanno lambito gli uffici della Regione, con schizzi di fango su alcuni imprenditori in orbita Cl.

Il caso vuole che Comunione e Liberazione, spesso trascinata in dispute che non le appartengono, sia un serbatoio di voti non certo marginale (almeno in Lombardia) a cui attingono Formigoni e Lupi, in quanto esponenti di spicco del movimento fondato da don Giussani. I due si conoscono da tempo e hanno condiviso esperienze di politica e associazionismo, ma ora stanno per imboccare strade diverse davanti allo sguardo spaesato dell’elettorato di riferimento.

Se qualche mese fa l’appoggio di Lupi ad una candidatura del Formiga sembrava ipotesi realistica in virtù della medesima estrazione ciellina, oggi lo scenario è mutato radicalmente. Il vicepresidente della Camera ha scelto Alfano, abbracciando ancora una volta la linea maggioritaria di un partito pronto a generare correnti, tra cui una futuribile a trazione formigoniana. Il governatore lombardo ha deciso di spendere carisma e credito politico in proprio, rischiando l’appoggio della sua stessa base, ma inaugurando una sfida che vorrebbe coinvolgere l’ala cattolica del Pdl, strizzando l’occhio alla Lega e dialogando con l’Udc per il progetto della “costituente di centro”.

Nel frattempo il governatore lombardo deve accontentarsi del computer: insieme ad Alfano e Palmieri (uomo comunicazione di Berlusconi) andrà a comporre una team per far ripartire il Pdl sul web. L’obiettivo resta il congresso nazionale azzurro (previsto per giugno) dove buona parte dei nodi verranno al pettine, anche perchè, ricorda Alfano, “non è affatto detto che il segretario diventi candidato premier”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *