Zombie Walk madness

By Redazione

dicembre 18, 2011 Cultura

Tutti pazzi per le “Zombie Walk”. Tra le mode del momento, a metà tra la carnevalata e il flash mob, ecco come le marce degli zombie stanno conquistando le piazze italiane, dopo aver già pacificamente invaso da qualche anno quelle statunitensi e nordeuropee. Diventando veri e propri appuntamenti impedibili. Come quelle raccontate da Romero & co., anche questa invasione si è diffusa come un’epidemia inarrestabile. Per diventare un morto vivente, infatti, basta un pomeriggio libero e un po’ di trucco.

La prima marcia degli zombie universalmente riconosciuta come tale si è celebrata il 19 agosto 2001 a Sacramento, in California: fu una sorta di flash mob pubblicitario per promuovere un festival cinematografico a tema. Da allora la cavalcata, pardon, la marcia dei trapassati non si è mai più fermata. Anzi, ha fatto il giro del mondo. Soprattutto grazie ad Internet, dove le comunità di “zombie” nascono, crescono, proliferano, si danno appuntamento e “contagiano” nuovi camminatori. Tranquilli, niente morsi: da quando ci i blog e Facebook basta il passaparola, o magari qualche video virale. In Italia, ad esempio, c’è zombiewalk.com a scandire gli appuntamenti dell’anno per gli aspiranti zombie. Il suo motto: «Fermiamo la fuga dei cervelli: mangiamoceli!».

Ma di città in città pullulano blog e forum locali: da Roma a Torino, da Verona ad Arezzo, da Reggio Calabria a Genova. Spesso le marce si organizzano in un lampo, con un preavviso di pochi giorni o addirittura qualche ore. Eppure i partecipanti non mancano mai. Così come inesauribile è la fantasia nella scelta dei costumi: dai più blasfemi, che negli USA scendono in strada vestiti da Gesù, ai più epico-celebrativi, come lo “zombie” che nella walk di Roma del 4 settembre scorso si è abbigliato come Michael Jackson in “Thriller”. Da applausi il partecipante all’ultima zombie walk romana che, coperto di sangue e mugolando in maniera sinistra, portava al collo un cartello con su scritto: «Abbracci gratis». Quando lo stile varca i confini del sepolcro, in tutti i sensi.

Ma chi sono i morti viventi di casa nostra? I nuovi zombie assomigliano ai benpensanti cantati da Frakie Hi NRG: sono tra noi, sono come noi, potremmo addirittura essere noi. Ma lo fanno semplicemente per divertirsi. Sono per lo più giovani e giovanissimi. Tanti gli studenti, molti gli appassionati della “mitologia horrorifica” legata ai morti viventi, ancor di più i semplici buontemponi che approfittano di un fine settimana uggioso per indossare vesti stracciate e dipingersi in faccia ferite purulente, bubboni e occhiaie “post mortem”.

Alessando Bazzolo, 27 anni, di Padova, racconta a Notapolitica la sua esperienza di “zombie walker” per un giorno. Alessandro è un “contagiato” di fresco: qualche mese fa c’era anche lui nel “mucchio selvaggio” di mostri ciondolanti e sbauscianti in giro per la città del Santo. Era la prima volta, ma di sicuro non sarà l’ultima. «Ho scelto di partecipare – racconta – perchè ho pensato che potesse essere una possibilità divertente di trascorrere un sabato pomeriggio in maniera diversa dal solito. Assieme ad un gruppo di amici e ad una marea di sconosciuti accomunati dalla stessa voglia di divertirsi». A decretare il successo della marcia di Padova è stato ancora una volta il social network di Mr. Zuckerberg, dove il passaparola vola in un lampo: «L’evento era stato pubblicizzato su Facebook già da qualche settimana» racconta Alessandro. «E’ stato così che ho saputo della marcia, e ho deciso di partecipare».

L’esperienza, assicura, è stata impedibile. E c’è da credergli, visto che Alessandro è stato anche Tribuno degli Studenti di Padova, la più alta carica della Goliardia patavina, che di solito sulle burle più irriverenti in città vanta il copyright assoluto. «La consiglierei a tutti, anche perchè è raro che un gruppo di ragazzi si ritrovi a marciare una volta tanto senza essere spinto a manifestare pro o contro qualcosa, ma solo con la voglia di svagarsi e conoscere altre persone.  Spesso – dice – la gente ci fermava a chiederci per cosa stavamo manifestando. Ed erano quasi delusi quando scoprivano che non c’era nessuna ragione di protesta. Spero la ripropongano anche l’anno prossimo».

Qualche volta, però, la zombie walk diventa anche marcia di protesta. Così come è successo di recente a Wall Street, dove alcuni figuranti agghindati da “morti viventi”, questa volta affamati di soldi anziché di cervelli, si sono trascinati davanti alla Borsa di New York in elegantissima tenuta da agente di cambio. Del resto lo diceva anche Gordon Gekko, il cattivissimo broker frutto della fantasia del regista Oliver Stone: il denaro non dorme mai. Figurarsi quindi se muore. 

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