La linea tedesca di Monti

By Redazione

dicembre 16, 2011 politica

Una frase passata quasi inosservata, snobbata dai siti internet e che forse non sarà nemmeno riportata dalla maggior parte dei giornali, ma densa di significato politico. Nel corso della conferenza in memoria di Tommaso Padoa-Schioppa organizzata a Palazzo Koch, il presidente del Consiglio Mario Monti ha spiegato che quella in atto «non è una crisi dell’euro, ma della politica di bilancio» di alcuni Paesi della zona euro. Aggiungendo che l’Italia «condivide pienamente» la visione di “fiscal compact” avanzata dal governatore della Bce Mario Draghi.

Come aveva già fatto incontrando il presidente francese e la cancelliera tedesca, il premier non ha rinunciato a bacchettare gli europartner più forti per la deroga al Patto di stabilità da essi stessi voluta qualche anno fa, ma quando spiega che la crisi «non è dell’euro ma della politica di bilancio» di alcuni Paesi Monti sta sostenendo la stessa identica posizione della Germania e di Draghi, e cioè che la crisi va superata, e la credibilità sui mercati riconquistata, innanzitutto attraverso la disciplina fiscale dei singoli Paesi e non grazie al soccorso di salvatori di ultima istanza.

In quella frase è racchiusa la visione di politica europea di Monti ed è certamente più vicina alle ragioni dei tedeschi che alle richieste francesi e italiane. E’ a partire dall’integrazione delle politiche di bilancio che si possono chiedere passi avanti alla Germania. Una visione che ad oggi però non sembra coincidere, anzi sembra piuttosto stridente, con quella dei più accesi fautori del governo tecnico e “grandi elettori” di Mario Monti. L’establishment italiano che fin dall’inizio ha sostenuto e continua a sostenere il professore della Bocconi – dai direttori dei grandi giornali ad una vasta schiera di economisti, commentatori e personalità politiche, anche i più europeisti, passando per il mondo dell’industria – è lo stesso che critica la leadership di Berlino invocando la trasformazione della Bce in una Fed europea come soluzione per uscire dalla crisi. Dunque, delle due l’una: o abbandonare tali posizioni, o criticare Monti che palesemente non le condivide. Non prenderne atto è l’unico lusso che i suoi ammiratori non possono concedersi.

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