All’orizzonte il referendum

By Redazione

dicembre 15, 2011 politica

La recente raccolta di firme per il referendum sull’abrogazione dell’attuale legge elettorale porta brevemente a descrivere la procedura, prevista dalla nostra Carta Costituzionale, che dovrebbe portare, all’indizione della tornata referendaria. Inoltre, può essere utile anche approfondire alcuni tipici effetti del referendum nell’ordinamento giuridico. Il percorso per giungere all’indizione del referendum abrogativo è particolarmente lungo e richiede molteplici controlli di carattere formale e sostanziale.

In effetti, questo tortuoso strumento attribuisce la facoltà al popolo, 100.000 le firme richieste, di abrogare una legge totalmente o parzialmente. L’enorme potere attribuito ai cittadini richiede alcune accortezze. La prima concerne un controllo meramente formale. I promotori del referendum sono tenuti a depositare il quesito e le firme richieste presso un ufficio istituito nella Corte di Cassazione. Dopo il deposito, i funzionari della Suprema Corte hanno il compito di verificare la legittimità delle firme raccolte dai promotori. In seguito, accertata la mera regolarità delle firme, la parola passa alla Corte Costituzionale che deve verificare sia il contenuto del quesito, perché non violi i principi costituzionali, sia la sua chiarezza e precisione perché non possa essere oggetto d’interpretazioni da parte del lettore.

Superata anche questa fase, cosa avvenuta per i quesiti anti-Porcellum una manciata di giorni fa, si procede all’indizione del referendum. Per ciò che concerne gli effetti del referendum è utile qualche precisazione.

Il fenomeno più importante che ci interessa in questa sede è la cosiddettareviviscenza. Il termine potrebbe trarre in inganno, sembrando un fenomeno assai complesso, mentre descrive un possibile, peculiare effetto del referendum, assai più semplice nella realtà. Infatti, qualora il referendum, di esito positivo, abroghi una norma che a sua volta abrogava un’altra, quest’ultima riprende a produrre gli effetti. Il fenomeno, dunque, della reviviscenza indica proprio il risveglio di una norma che, a seguito di un referendum, riprende a produrre gli effetti di una legge. Questa almeno l’interpretazione delle norme esistenti da parte del comitato promotore. Eliminando le norme che eliminavano il Mattarellum, quest’ultimo “rivivrebbe”, tornando ad essere la legge con la quale si votano Camera e Senato.

Nel dettaglio: in caso positivo, ossia nell’ipotesi che venga abrogata la legge varata nel 2005, legge n. 270/2005, denominata Porcellum, si risveglierebbe la legge previgente proposta da Mattarella, leggi nn. 276 e 277 del 1993. Di fatti, la legge elettorale redatta da Mattarella era stata abrogata dalla successiva legge elettorale nel 2005 (Porcellum). Il referendum, con esito positivo, andrebbe ad abrogare quest’ultima e si realizzerebbe il fenomeno, descritto prima, della reviviscenza.

Per il momento la proposta di referendum ha superato il giudizio di legittimità della Suprema Corte di Cassazione in tema di regolarità delle firme. Si attende, per ciò, in primavera 2012 il giudizio della Corte Costituzionale decisivo per l’eventuale indizione dello stesso referendum. La Consulta dovrà dire se l’interpretazione delle norme, per come auspicata dal comitato promotore, sia corretta. Un tema che, nel dibattito giuridico e politologico, ha già creato un certo trambusto.

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