Potevate fare meglio

By Redazione

dicembre 14, 2011 politica

Se è vero che la vittoria ha cento padri e la sconfitta è orfana, di certo la manovra “lacrime e sangue” del premier Monti vanta un gran numero di parenti acquisiti in vena di buoni consigli. Ad eccezione dei senatori leghisti e del loro comportamento da cartellino rosso, infatti, l’accoglienza alle parole del premier è stata mediamente positiva da destra a sinistra. Ciascuno, a modo suo, rivendica un contributo fondamentale all’alleggerimento dei colpi d’accetta della Premiata Ditta Monti-Fornero, ripetendo il mantra del “si poteva fare meglio, ma pazienza”.

Sono poche le voci fuori dal coro a guastare l’atmosfera di armonia generale. Quelle urlate del Carroccio, e quella sommessa ma piccata del segretario democratico, Pierluigi Bersani. Nonostante le modifiche vadano “nella direzione giusta”, il leader Pd ha però sciorinato una lunga e pesante serie di precisazioni. «Siamo rimasti stupiti, stupefatti per la timidezza dimostrata sulle liberalizzazioni», ha dichiarato in conferenza stampa.  Sul problema delle province, Bersani ha poi detto di non sapere se sia vero che con la loro abolizione si risparmieranno davvero 18 miliardi di euro. ”Più ragionevole sarebbe farne un organismo di secondo livello, visto che i cinque livelli attuali di governo non possiamo reggerli”. E poi ancora, sulla questione dell’Ici e della Chiesa :”Occorre distinguere tra le opere finalizzate al culto e quelle commerciali. E noi siamo perché ciò che è commerciale paghi”.

Tutto questo proprio mentre i suoi colleghi di partito si prodigavano celebrazioni per l’apertura del Presidente del consiglio alla Tobin Tax. “Per un Paese che era abituato non solo a non tassare le rendite finanziarie, ma anche a premiare le operazioni elusive nei confronti delle regole fiscali, mi pare una proposta molto seria e con un cuore di speranza” dichiara la senatrice Pd Anna Finocchiaro. E Franceschini rilancia sulla manovra: “L’impianto va nella direzione richiesta dal Partito democratico”.

Plaude con riserva l’Italia dei Valori. ”L’apertura di Monti sulla Tobin Tax è una novità positiva, ma non sufficiente a rendere la manovra sostenibile da chi non ha alcuna responsabilità per la drammatica situazione economico-politica che stiamo vivendo”, afferma il presidente dell’Idv al Senato, Felice Belisario.

Ok a Monti anche da parte dei Verdi: “L’apertura sulla Tobin Tax è un segnale molto importante” dichiara il presidente nazionale Angelo Bonelli. “Ora ci aspettiamo che il governo affronti anche il tema della riduzione delle spese per gli armamenti, che potrebbero essere usati per evitare i tagli al trasporto pubblico, per affrontare il dramma del precariato e per investire nella Green Economy”.

L’Udc promuove il premier con riserva: “Sulle liberalizzazioni si poteva fare qualcosa di più”. Parola di Pier Ferdinando Casini. “Oggi è il tempo del rigore e dei sacrifici, ma adesso deve partire il volano della crescita”. E sulla manovra concorda con Monti: ”Ha ragione. Non è vero che colpisce i soliti noti. Le misure sono certamente dolorose per il ceto medio, cui vengono chiesti sacrifici forti. Ma sono stati colpiti molti ceti e redditi che erano stati esentati in passato. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno”.

Il Popolo delle Libertà dà luce verde turandosi il naso. Spiega il presidente del gruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto: “Con le modifiche su Ici-Imu a favore dei nuclei familiari e sull’indicizzazione delle pensioni il decreto è stato reso più equo in due punti importanti quali l’imposizione sulla casa e sulle pensioni. La manovra nel suo complesso rimane molto dura e con probabili ricadute recessive, come ha rilevato il governatore di Banca d’Italia. Noi l’avremmo fatta in modo diverso”. Peccato, aggiunge, che Tremonti e il Carroccio si siano messi di traverso quando Berlusconi era al governo: “Se a luglio gli amici della Lega non avessero bloccato la riforma delle pensioni e Tremonti, da parte sua, quella dell’Iva – incalza Cicchitto – le cose sarebbero andate forse in modo diverso”.

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