Tecnici nel governo (del Papa)

By Redazione

dicembre 13, 2011 Cultura

Sono tempi di nomine. Anche al di là del Tevere, dove Benedetto XVI ha scelto i nuovi collaboratori di monsignor Ravasi nel Pontificio Consiglio della Cultura. Tra i prelati spiccano i nomi di  Salvatore Fisichella e Giuseppe Betori, rispettivamente ex cappellano di Montecitorio e arcivescovo di Firenze. Entrano nel dicastero vaticano anche artisti di fama internazionale come l’architetto spagnolo Santiago Calatrava e il musicista estone Arvo Part.

Calatrava, valenciano di nascita e di formazione, ha studiato a Zurigo dove si è specializzato in ingegneria civile. Coniugando le conoscenze di architetto e ingegnere allo stesso tempo, dagli anni ’80 ad oggi ha disseminato le sue opere in piccole e grandi città europee e americane. Celebri il Museo delle arti e delle scienze a Valencia, la stazione ferroviaria di Liegi in Belgio eil ponte di di Tel Aviv, nei quali il bianco e le forme curve, miste allo slancio verticale tornano come elementi ricorrenti.  Una luminosità estrema raggiunta attraverso l’utilizzo del potenziale massimo di materiali innovativi, per una sintesi di tecnologia virtuosa. Funzionale e bella. In Italia ha realizzato tre ponti a Reggio Emilia e uno, più romantico, sul Canal Grande a Venezia.

Calatrava era anche l’autore del progetto di una mega struttura per i mondiali di nuoto del 2009 a Roma, poi al centro di tante polemiche e mai realizzata, rispolverata quando si è iniziato a parlare della candidatura di Roma per le Olimpiadi 2020. La Città dello sport, così come è stato intitolato il progetto, potrebbe essere ora in parte realizzata, attingendo ai fondi di Roma Capitale. Ma i finanziamenti determinanti affluirebbero solo attraverso le Olimpiadi, che comunque, secondo le ultime notizie, difficilmente saranno attribuite alla capitale italiana. Visti i tempi che corrono, il rischio è che il progetto, così come è stato pensato, non veda mai la luce. Una parte dell’impianto complessivo è comunque in fase di realizzazione, grazie alla collaborazione con l’Università di Tor Vergata. Ad ogni modo, l’archistar ha conquistato un posto a Roma.  E, cattolici o non, è forte la curiosità di vedere quale sarà il suo contributo in Vaticano.

Se lo spagnolo è stato nominato solamente consultore dell’organo pontificio, un altro artista di fama internazionale ne è diventato membro effettivo. È l’estone Arvo Part, considerato l’inventore di uno stile del tutto personale, il “tintinnabuli” o minimalismo sacro. Composizioni semplici, trasparenti, basate sulla ripetizione. Una povertà musicale che è la cifra umana del suo autore. È lui stesso a definire il suo lavoro un’opera di “pochissimi elementi – una voce, due voci. (…) con i materiali più primitivi – con l’accordo perfetto, con una specifica tonalità. Tre note di un accordo sono come campane”.

Da tempo in prima linea sul tema della cyberteologia, su come pensare la fede al tempo della rete, conduttore del Vatican meeting for bloggers nel maggio scorso, anche il direttore della Civiltà Cattolica, il gesuita Antonio Spadaro, coadiuverà il lavoro di Ravasi. “Non me l’aspettavo, non avevo avuto segni in tal senso e ne sono molto onorato – confessa Spadaro – Stimo molto l’attività del Consiglio e di Ravasi. Credo che queste nomine testimonino una grande apertura, una volontà di essere ponte e dialogo tra culture anche molto diverse. Vedo nella composizione di questo gruppo l’interesse alla conoscenza di tutti linguaggi possibili, dalla filosofia all’architettura, per poter rispondere pienamente alla missione a cui la Gaudium et Spes indirizza questo dicastero.” Padre Spadaro darà il suo contributo in due ambiti: quello della letteratura e quello delle culture della rete. Non a caso è stato definito “Il gesuita 2.0”. “La Chiesa è già in dialogo con le culture emergenti – ci spiega- ora la sfida è dare una forma istituzionale a questo dialogo”.

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