L’Anp sventola sull’Unesco

By Redazione

dicembre 12, 2011 Esteri

La bandiera palestinese sventola per la prima volta sulla facciata della sede di un’organizzazione internazionale. Da ieri infatti il vessillo dell’ANP è stato issato tra quelli dell’Unesco ad un mese dalla sua adesione come 196° membro dell’organizzazione che ha sede a Parigi.

La cerimonia di adesione palestinese all’agenzia culturale dell’Onu ha visto la partecipazione del Presidente dell’ANP Mahmoud Abbas il quale, come affermava un diplomatico palestinese, “vuole manifestare apertamente la propria soddisfazione per l’adesione all’organizzazione, e mostrare l’importanza che viene data ad essa dai palestinesi” sottolineando che “questa sarà la prima volta che la bandiera palestinese sventolerà davanti alla sede di un organismo delle Nazioni Unite”.

L’Unesco ha fatto sapere attraverso un comunicato ufficiale che la cerimonia dell’alza-bandiera è un evento simbolico che “celebra l’ammissione della Palestina all’organizzazione” così come avvenuto per ogni altro paese che è entrato a farvi parte.

L’adesione dell’Anp all’agenzia culturale dell’Onu, approvata lo scorso 31 ottobre grazie alla sponsorizzazione di Francia, Cina ed India (107 favorevoli e 14 contrari l’esito della votazione in seno all’Assemblea Generale), causò una ferma reazione da parte degli Stati Uniti che mise in campo una strategia di vera e propria rappresaglia nei confronti dell’organizzazione, congelando i fondi provenienti da Washington. Gli Usa, così come Israele, considerano l’ingresso dell’Anp nell’Unesco un primo passo verso il riconoscimento internazionale dello stato palestinese, eventualità che preoccupa non poco Washington e Gerusalemme.

All’indomani del voto, la Casa Bianca condannò l’adesione palestinese all’organizzazione scientifico-culturale, ribadendo che il riconoscimento internazionale dello stato palestinese non sarebbe potuto avvenire senza che prima si raggiunga un accordo tra Anp ed Israele. Da qui la decisione di congelare i finanziamenti all’Unesco, pari al 22% del budget totale dell’organizzazione. Passo che ha costretto la Direttrice generale dell’agenzia Irina Bokova, a rivedere le strategie dell’organizzazione e ad annunciare drastici tagli a numerosi progetti, nonostante nei mesi scorsi alcuni paesi abbiano chiesto contributi straordinari.

Israele rispose alla decisione dell’Unesco accelerando l’ampliamento degli insediamenti  a Gerusalemme Est e congelando i trasferimenti di fondi all’Anp (salvo poi sbloccarli qualche giorno fa).

Abbas, lo scorso 5 dicembre ha fatto sapere che non ha alcuna intenzione di abbandonare la propria iniziativa diplomatica che punta ad ottenere il seggio all’Assemblea Generale dell’Onu. Proprio per tale motivo in seguito alla cerimonia all’Unesco, il Presidente palestinese dovrebbe incontrare Sarkozy, dando il via ad una serie di incontri che lo vedranno impegnato successivamente a Londra e ad Ankara.

Il numero uno dell’Anp sa bene che l’obbiettivo che si è posto risulta essere una missione quasi impossibile. Infatti nonostante Abbas sia riuscito ad ottenere l’adesione all’Unesco e goda del sostegno di numerosi paesi che siedono all’interno del Consiglio di Sicurezza (che con ogni probabilità gli darebbe la possibilità di ottenere i 9 voti su 15 necessari perché l’istanza palestinese venga approvata) difficilmente riuscirà a vincere la resistenza degli Usa. Washington ha più volte fatto sapere di essere pronta ad imporre il veto alla risoluzione proposta dall’Anp. Una pietra tombale per le ambizioni del successore di Arafat. 

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