Una giornata da premier

By Redazione

dicembre 10, 2011 politica

Una giornata da premier. Probabilmente a Silvio mancavano momenti così. Quando scendeva dalla sua berlina blu e percorreva il suo immaginario tappeto rosso, tra due ali di folla, fotografi e giornalisti. Nobilitato da statuette e cavalletti che ne esaltavano l’imago da perseguitato politico. Giornate nelle quali era la star, una notizia ambulante braccata dalla stampa. Parassiti che odia(va) ma che non potevano fare a meno di nutrirsi della linfa delle sue dichiarazioni caleidoscopiche, di una barzelletta  un po’ così. Un paio di corna, magari. Quelle che ha rivolto alla Merkel, la sora tentenna della politica economica. Non un amarcord in occasione di una foto ufficiale, ma nel segreto di una camera di albergo. Già, perché Berlusconi si è preso prepotentemente la scena del vertice europeo del Partito popolare andato in scena a Marsiglia nell’ultima parte della settimana, raccontando sornione di momenti di “plateale tensione” tra la Kanzlerin teutonica e Sarkozy sul ruolo della Bce. Altro che risolini alle sue spalle. Anzi. Per esplicitare una plateale distanza dalla prima donna di Berlino, il Cav ha flirtato e non poco con il leader della droit.

Ma non di sola fuffa vive l’uomo. Nemmeno se è il più grande attore del mondo della commedia all’italiana. Con i suoi bizzarri modi di fare, l’ex premier ha anche segnalato quel che non può dire. Cioè che, nella disputa fra i galli del pollaio di Bruxelles, lo si deve posizionare agli antipodi rispetto ad Angela. Vale a dire, tralasciando Cameron, a braccetto con Barroso, a poca distanza da Sarkozy. Dunque, udite udite, con Monti. Scelta tecnica in favore di un governo tecnico. Non ascrivibile alla sola cordiale antipatia reciproca nei confronti della Merkel. Il Cav sostiene fino in fondo, nei fatti, il ruolo di salvatore della patria che si vuole intestare. Pur non potendo andare a raccontare alla casalinga di Voghera che si è sposato con un noioso professore bocconiano. E tanti saluti ad Angelino, che dovrà intestarsi in prima persona, per conto Silvio, le lacrime ed il sangue.

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