Più preti meno prati

By Redazione

dicembre 9, 2011 politica

L’arte di attaccare la Chiesa non passa mai di moda. Anzi, procura addirittura applausi e complimenti. E così, direttamente e indirettamente, sono in molti a scegliere questa prestigiosa “attività”. Diranno ovviamente che lo fanno per il bene stesso dell’istituzione ecclesiastica, che l’obiettivo dei loro strali sono gli uomini e le loro colpe e non ciò che essi rappresentano. Diranno un sacco di balle per giustificare le proprie denunce. È sempre accaduto così. Gli anticlericali di professione, però, non hanno competenze teologiche. Ed è chiaro a tutti che dietro le critiche alla Chiesa e ai suoi insegnamenti c’è solo un odio più o meno profondo verso la religione.

In questa settimana si sono avuti due casi di anticristianesimo militante. Prima c’è stato lo show di Fiorello, con il suo panegirico del preservativo. Poi è andata in scena la polemica sui preti che non pagano l’Ici: una storia già vista e ascoltata mille e mille volte.

Per quel che riguarda Fiorello, si è riacceso il dibattito aperto dalle dichiarazioni di papa Benedetto XVI durante il suo primo viaggio in Africa, nel marzo 2009. Secondo il Pontefice l’Aids non si sconfigge con il profilattico, ma con l’educazione. Secondo lo showman di RaiUno invece, il condom salva la vita e va usato. Ovviamente il 90 per cento dell’opinione pubblica la pensa come Fiorello, nonostante il suo discorso sia stato profondamente superficiale e diseducativo. Ma si sa, l’importante è guadagnarsi le simpatie del pubblico. Peccato che sul condom abbia ragione il Papa. A dirlo è la scienza, quella seria e senza pregiudizi ideologici. Matthew Hanley, ricercatore in Sanità Pubblica alla Emory University di Atlanta, ha dimostrato che laddove in Africa sono state distribuite cascate di profilattici, l’Hiv ha proliferato e il contagio è aumentato. La stessa informazione è possibile trovarla su riviste certamente non cattoliche come il British Medical Journal e Science. In Uganda, invece, dove è stato adottato il tanto criticato metodo ABC (astinenza, fedeltà, condom), ovvero un programma di profilassi in cui il preservativo è solo l’ultima spiaggia, l’Aids è in costante diminuzione. E allora, se tutto ciò è vero, ed è vero, di cosa parla Fiorello? Di cosa parlano i cultori del sesso a tutti costi? Ovviamente il discorso su questo tema è lungo e complesso, ma ancora una volta è evidente che la posizione della Chiesa cattolica è molto, ma molto ragionevole e di buon senso.

Circa il dibattito sull’Ici, anzi sull’Imu, non occorre dilungarsi più di tanto. Le polemiche sono sterili e strumentali (e non stupisce che un ministro cattolico come Riccardi si lasci coinvolgere dalle sirene dei benpensanti). La Chiesa infatti (e si parla di Chiesa italiana, non di Vaticano che è uno Stato estero) paga le tasse sugli immobili come tutti. La legge prevede esenzioni solo per i luoghi di culto e per gli edifici che non hanno scopi commerciali. Tutto qui. Non è vero che basta inserire una cappellina in un luogo adibito al commercio per esentare tutto l’immobile dall’imposta. Se vi sono casi dubbi, allora li si studi e si risolva l’eventuale problema. Ma non si venga a dire che la Chiesa gode di un privilegio che cozza con l’attuale crisi economica. Se non ci fossero i preti e i laici impegnati nel mondo cattolico, chi provvederebbe ai più poveri? Forse lo Stato? Ma fateci il piacere!

La dimostrazione che le accuse mosse sono dettate dall’ideologia è evidente nel fatto che godono delle stesse esenzioni della Chiesa cattolica tutte le religioni che abbiano un’intesa con lo Stato e tutte le organizzazioni no profit che svolgono attività senza scopo di lucro, come sindacati e associazioni sportive. Ma contro queste realtà, nessuno alza la voce. Se non è pregiudizio anticattolico questo.

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