L’equità in prima serata

By Redazione

dicembre 9, 2011 politica

Monti da Vespa, Fornero e Catricalà a “Ballarò”, Passera sempre presente quando serve. Il premier e i ministri stanno venendo fuori, stanati dalla stangata e da una cittadinanza che sta digerendo con molte riserve le misure imposte dal governo nato da circa tre settimane. I sondaggi di Mannheimer dicono che il gradimento verso il governo e il premier è sceso dal 73 al 64% in soli sette giorni. Non ci stupiremmo se la quota calasse ancora.

Andiamo con ordine, dicevamo dei ministri in Tv. Si parlava di Monti da Vespa: il premier si è seduto, ha puntato i gomiti, parlato per più di mezz’ora con rigore in un orario strano per “Porta a porta”. Il servilismo del giornalista di RaiUno ha fatto sì che l’intervento di Monti sia risultato qualcosa di simile ad un discorso alla nazione più che ad un talk-show televisivo (anche per l’inusuale orario di cui sopra). Diverso l’appuntamento per Elsa Fornero su RaiTre: Floris è educato ma non servile (insomma c’è chi il giornalista lo fa ancora per davvero) e la ministra del Lavoro si è inoltre trovata di fronte un’agguerritissima Carla Cantone, segretario generale della Spi-Cgil, che ha dimostrato come la Cgil non sia per nulla d’accordo con la riforma e sia molto lontana dal Pd anche in questo caso. Monti e Fornero, Vespa e Floris. Personaggi diversi, trasmissioni diverse, giornalisti diversi. Un punto in comune: il comportamento dei nuovi membri del governo. Via la dialettica da bar, La Russa che si inalbera, Gasparri che sembra lui l’imitazione di Marcoré, la Santanché e il dito medio. Elsa Fornero sta là, si prende i rimbrotti, più di una volta risponde “ne siamo consapevoli”. E’ virato di centottanta gradi il modo di trattare con gli interlocutori: non si nega più l’evidenza. Si va oltre con la consapevolezza.

E’ un governo che dà sempre l’impressione di sapere esattamente quello che fa, è un governo più preparato che non ha bisogno di girare con le scartoffie, perché le carte le hanno scritte e firmate davvero loro e non qualche solerte esperto prezzolato, sperando che la Gelmini di turno non si impappinasse almeno a leggere l’italiano. Davanti ad un “ne siamo consapevoli” è difficile controbattere. Il messaggio è chiaro: la minestra è questa qui, o ve la mangiate o non c’è altro. Monti l’ha fatto capire: margini di manovra pochi, si è rischiata la Grecia, con tanto di blocco totale di pensioni e stipendi. La speranza è nel domani, nelle vere misure di sviluppo, nei provvedimenti per i giovani, anche se una tale riforma delle pensioni, le nuove accise sui carburanti, il prospettato aumento dell’Iva (ma solo se le attuali misure non basteranno) e l’imposta sulla casa non danno proprio l’impressione dello sforzo a breve termine.

Ci ha fatto ridere Crozza con la sua imitazione sui ministri-robot, con Fornero che ne è stata l’eccezione “frignante” a confermare la regola. Onestamente, anche i comici ci sembrano in difficoltà. Anche loro sono stati costretti all’austerità ed al grigiore della peggiore manovra finanziaria, che neanche Prodi sarebbe riuscito ad arrivare a tanto. E’ la politica dell'”unico colpo in canna”. Se non vi va bene, c’è sempre Antigua.

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