Un caffè con Wikipedia

By Redazione

dicembre 8, 2011 Cultura

Il  mondo della conoscenza e del sapere prova a muoversi al passo del web. Un passo rapido, dunque. A volte frenato dalla cultura italiana, restia a liberalizzare l’accesso ai contenuti, che è poi il cuore della rivoluzione di Internet. Abbiamo incontrato Frieda Brioschi, Presidente di Wikimedia Italia, e affrontato con lei questi temi.

Leggiamo che Wikimedia non deve essere considerata la diretta espressione di Wikipedia. Ma allora qual è il legame che intercorre tra Wikimedia Italia e Wikipedia Foundation?

Wikimedia nasce dall’esperienza di una trentina di Wikipediani che hanno deciso di mettersi insieme e fondare un’associazione per dare visibilità e offrire sponsorizzazione a Wikipedia in Italia.  In questo senso, la fondazione di un’associazione con un proprio statuto permette di avere un minimo di garanzie legali sul territorio italiano. A Wikimedia Italia sono quindi legati tutti gli altri progetti multilingue e di contenuto libero di Wikimedia Foundation come Wikiquote, Wikizionario, Wikibooks…

Wikipedia è uno dei 10 siti più visitati al mondo e anche la versione italiana si colloca all’ottavo posto della classifica tra i maggiori click. Ma si può parlare dell’utilizzo di Wikipedia come fonte, considerando che  a livello accademico non saranno poche le resistenze in questo senso?

Bisogna fare chiarezza perché Wikipedia non è una fonte, così come non poteva esserlo la Treccani venti anni fa. Non si può considerare un’enciclopedia una fonte, ma solo un punto di partenza per ulteriori ricerche. Detto questo, bisogna anche dire che nelle scuole molti professori non accettano che Wikipedia venga usata come un’enciclopedia. Piuttosto possiamo rilevare invece una certa apertura di alcuni docenti universitari che hanno invitato i loro studenti a scrivere delle voci o a modificarle, a volte in collaborazione con Wikimedia Italia, altre volte in completa autonomia.

Si è tanto sentito parlare di Wikipedia a proposito del famigerato ddl intercettazioni: cosa pensa Wikimedia della legislazione italiana in materia di web?

Abbiamo deciso di scioperare durante la discussione del ddl intercettazioni perché quel decreto equiparava i siti web agli organi di stampa e avrebbe indotto i siti a un obbligo di rettifica entro 48 ore. Una tale legge avrebbe minato alla base il progetto Wikipedia che si fonda su migliaia di voci parziali e in continua evoluzione: avrebbe significato la distruzione del nostro progetto. Purtroppo gli ostacoli legislativi non finiscono qui, c’è una questione aperta per cui noi definiamo l’Italia “uno stato fondato sulle cartoline”. Il Codice Urbani sancisce che i beni culturali italiani non sono fotografabili liberamente e questo comporta che le pagine della versione italiana di Wikipedia siano praticamente prive di immagini di monumenti, una grossa perdita dal punto di vista della comunicazione web. Se a qualcuno capita di intercettare qualche foto, si tratterà di immagini non rimosse o foto panoramiche…

Ma non avete cercato di intervenire in nessun modo su questa limitazione?

Assolutamente sì: abbiamo intavolato dei tavoli di discussione con il Mibac perché questo divieto ci esclude per esempio di partecipare al progetto Commons, che consiste in un database fotografico di migliaia di file liberamente utilizzabili. Ma non abbiamo intascato conquiste tanto che l’Italia non ha potuto partecipare al Wiki Loves Monument 2011, un concorso fotografico indetto da Wikipedia, sul tema dei siti del patrimonio nazionale in Europa.

Il mondo del web è in continua evoluzione e Wikipedia è specchio fedele di questa liquidità. Ormai i protagonisti attivi sono i social network, che stanno cambiando la comunicazione e il web stesso. Wikipedia li utilizza come fonti e come strumenti di promozione?

No, Wikipedia non utilizza il materiale dei social network come fonti ma solo fonti primarie. È chiaro che quando un tweet o uno status assurgono al rango di fonte primaria, in quel caso anche Wikipedia li utilizzerà. Ma la scelta metodologica è quella di evitarli per il loro limite più grande, l’assenza di memoria. Per quanto riguarda la promozione Wikipedia è molto carente soprattutto dal punto di vista dell’integrazione con Facebook e Twitter, ma negli obiettivi strategici da raggiungere nel 2015, si punta a inserire almeno degli strumenti di condivisione.

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