Si fa l’Europa …su Twitter

By Redazione

dicembre 7, 2011 Esteri

Con il suo “cinguettio”  il commissario europeo per l’Occupazione, gli Affari sociali e l’Integrazione László Andor ha rotto il silenzio che in questi giorni circonda la scioccante proposta di revisione dei trattati proveniente dalla “chimera” Merkozy. Nello specifico Andor, esponente ungherese del Partito Socialista Europeo e membro della Commissione europea dal 2010, critica aspramente la proposta proveniente dall’asse franco-tedesco di applicare automaticamente sanzioni ai Paesi che non manterranno l’ impegno di tenere il deficit al 3% del Pil.

Negli ultimi giorni il Commissario è stato particolarmente attivo su twitter, strumento che ha ormai ottenuto il primato per rapidità nella divulgazione delle informazioni, come si può osservare scorrendo i recenti tweet del suo profilo @LaszloAndorEU. In buona sostanza il commissario agli Affari sociali si scaglia contro uno dei pilastri del piano di salvataggio studiato dalla Germania, definendo le sanzioni automatiche “uno scherzo”. Posizione che non farà certamente piacere a Berlino, che si sta dimostrando sempre più inamovibile dalle proprie posizioni di rigidità.

Ma l’attacco lanciato da Andor rappresenta solo il culmine di una serie di posizioni rese note su twitter da ormai oltre un mese. Già il 26 ottobre scorso, infatti, l’esponente magiaro della Ce aveva denunciato che “l’austerità all’ingrosso e lo smantellamento del modello sociale non risolverà il problema del debito dell’Ue”, manifestando il proprio disappunto per la pressione fatta dalle istituzioni comunitarie nei confronti di alcuni paesi – tra cui l’Italia – per il varo di misure di austerity.

Inoltre martedì, poco prima di attaccare frontalmente la proposta di sanzioni automatiche, Andor ha introdotto la propria ricetta per migliorare la condizione europea tweettando che “la sola unione fiscale non salverà la moneta unica – è necessaria anche l’unificazione del debito. Varare gli Eurobond ed attivare la Bce!”. Avallando così la tesi di quelli che vorrebbero un contributo diretto da parte di Francoforte per far cambiare rotta all’economia europea.

Le riflessioni di Andor rappresentano perlopiù le considerazioni fatte da gran parte degli economisti europei di sinistra. Niente di strano, dunque, considerando l’appartenenza politica del commissario ungherese. Andor è l’unico esponente di centro-sinistra della Ce ad avere voce in capitolo su questioni di carattere economico (se si esclude il socialista spagnolo Joaquin Almunia, il quale detiene il portafoglio della Concorrenza, lo stesso detenuto dall’attuale premier italiano Monti dal 1999 al 2004) ed ha avuto già l’opportunità di osservare numerosi casi economici disperati durante il proprio incarico in seno al Consiglio direttivo della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), ricoperto tra il 2005 e il 2010.

Come Bellerofonte, che in sella al cavallo alato Pegaso sconfisse Chimera, così Andor sta tentando di sfruttare le “ali” di twitter per opporsi al sempre più invadente asse Parigi-Berlino. Ma l’uccellino di twitter non è certo Pegaso e il suo cinguettio appare troppo debole per spaventare il mostro Merkozy.

Lo sfogo di Andor, dunque, rischia solo di costare al commissario una bella lavata di capo da parte del leader della Commissione José Manuel Barroso il quale preferisce non agitare le acque in vista del summit in programma oggi e domani a Bruxelles che avrà l’obbiettivo di trovare una soluzione definitiva per salvare l’euro. Summit per il quale Nicolas Sarkozy ed Angela Merkel si sono preparati a dovere rafforzando la propria alleanza proponendo, per l’appunto, una revisione dei trattati europei definita quasi come unaconditio-sine-qua-nonper salvaguardare l’unione monetaria.

Se da un lato lo sfogo di Andor (con ogni probabilità) non otterrà gli esiti sperati, dall’altro potrebbe permettere al commissario di aumentare il proprio numero di “follower” su twitter. Al momento, infatti, pare che il suo profilo sia uno dei meno seguiti tra quelli dei commissari in carica iscritti al social network. Ma questa sarebbe una magra consolazione. 

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