Niente Casini a Marsiglia

By Redazione

dicembre 7, 2011 politica

Il nuovo idillio tra Pdl e Udc potrebbe sbocciare a Marsiglia. Tra ieri e oggi, infatti, la città francese ospita la due-giorni congressuale del Partito Popolare Europeo. E per i due partiti maggioritari del centrodestra moderato italiano, che a Bruxelles dal 2008 interpretano il difficile ruolo di separati in casa, potrebbe essere un’occasione preziosa per compiere passi importanti nel valzer delle future alleanze.

Per la spedizione italiana a Marsiglia, gli assetti presenti e futuri della grande casa dei moderati d’Europa sono solo un rumore di fondo. Cupo sì, ma tutt’altro che sovrastante. Nonostante i temi forti del confronto, come la crisi economica e l’imminente tracollo dell’Euro, è proprio l’ipotesi di ricostituzione del vecchio asse portante su cui si era costruito il vecchio Polo della Libertà a tenere banco tra i delegati di casa nostra.

L’avvento del governo tecnico ha dato il la al riavvicinamento delle posizioni di centristi e berlusconiani, entrambi accomunati dal sostegno a Monti e alla sua manovra lacrime e sangue. Incondizionato per quanto riguarda i primi, e con qualche riserva importante per ciò che concerne i secondi. Non è certo un mistero che gli imbarazzi più grandi per il Popolo delle Libertà arrivino proprio dal ritorno dell’Ici, con il quale non solo rischiano di inimicarsi una parte consistente del proprio elettorato, ma addirittura di veder sfumare definitivamente l’alleanza con la Lega Nord. E in uno scenario così desolante, l’essere riusciti a stroncare l’ipotesi di aumento dell’Irpef è una ben magra consolazione. Per questo in via dell’Umiltà riagguantare un alleato prezioso come l’Udc di Casini diventa fondamentale. Per questo e per una lunga serie di altre ragioni. In primis, quella di acquisire una consistenza tale da potersi presentare alle consultazioni del 2013 con qualche speranza di farcela contro la coalizione di centrosinistra. La quale avrà anche i suoi problemi, ma di sicuro non quello dei numeri. Non in questo momento, almeno. Infine, c’è un dettaglio tutt’altro che trascurabile: ricucire con Casini significherebbe mettere definitivamente fuori gioco Fini e il Fli, nonché cancellare dallo scenario politico nazionale quel Terzo Polo che fino ad oggi è esistito solo sulla carta, e che alla prova del nove delle ultime amministrative si è retto in piedi soltanto con i voti dei centristi scudocrociati.

In tutto questo, almeno sulla carta, gli “uomini immagine” di entrambi i partiti se ne staranno in disparte. Berlusconi interverrà soltanto oggi, e solo, o almeno così pare, per aiutare a lanciare anche all’estero l’immagine del delfino Alfano. Casini, invece, non preparerà nemmeno i bagagli: in avanscoperta per lo scudo crociato, infatti, partirà Rocco Buttiglione. Ancora una volta dunque il leader Udc potrà indossare le vesti che in questi ultimi tre anni ha dimostrato di prediligere: quelle dell’ago della bilancia, dell’eterno corteggiato in grado di decidere le sorti della politica e, di fatto, di designare con la sola propria presenza la coalizione vincitrice. Ma soprattutto la giacchetta tirata da entrambe le parti, in grado di imporre le proprie condizioni per la discesa in campo. Anche con soli 7, apparentemente miseri, punti percentuali di consenso politico.

 

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