Fossi figo…

By Redazione

dicembre 6, 2011 politica

Sono le novità che mancano. O almeno non sono così evidenti, dal momento che nessuno le ha notate. Il termine manovra suggerisce una virata, un aggiustamento, una correzione. Puoi chiamarla necessaria, inevitabile, dolorosa, ineludibile, ma non cambia la sostanza: è odiosa. Ed è odiosa perché è vecchia. Non è detto che sia per questo inutile, ma non restituirà all’Italia una posizione di rilievo nel mondo.

Se è vero che l’Italia ha perso il suo smalto e deve recuperare appeal e slancio, occorre cambiare profondamente. E per fare cambiamenti profondi ci vuole tanto coraggio. I coraggiosi per definizione sono gli eroi, e da sempre, da che mondo è mondo, gli eroi sono dei fighi. All’Italia serviva un figo. È abbastanza evidente che non l’ha trovato. Ma è anche vero che non lo cercava.

Fossi stato figo, professore, avresti colpito chi ti avrebbe ostacolato sul serio, chi ti avrebbe massacrato di critiche e forse avrebbe persino tentato di eliminarti fisicamente per le tue scelte. Invece hai colpito chi non può che pagare in silenzio. Hai colpito quella generazione che è rimasta ancora più fregata di quella giovane. Perché i giovani, quelli della generazione fino ai trenta-trentacinque anni, se lo sentono ripetere da anni che sono messi male, ormai ci sono abituati. Invece i loro genitori ci hanno creduto fino all’ultimo, credevano di stare bene. Hanno creduto che studiando, lavorando, mettendo su famiglia, facendo il mutuo, rinunciando a qualche vacanza o qualche diavoleria tecnologica di nuova generazione, potevano ritenersi a posto, con una vecchiaia serena assicurata. Fossi stato figo li avresti difesi.

Perché vedi, prendersela coi più piccoli è sempre stato facile. È prendersela con quelli più grossi che è difficile, ma è quello che fanno i rivoluzionari, gli eroi, i fighi.  Fossi stato figo avresti dato fastidio ai politici che percepiscono compensi al limite dell’indecenza. Guarda che la gente è stanca dei politici. È stanca delle loro uscite senza classe, delle loro bassezze e di sentire un Rosso qualsiasi che si lamenta perché percepisce 5200 euro, e non si ritiene per questo un privilegiato.

Fossi stato figo avresti chiesto alla Chiesa, che tanto si lamenta di come questa società sia allo sbando e senza punti di riferimento, di dare il suo contributo concreto alla nazione che la ospita da tanto tempo e le permette di intervenire, dire la sua su ogni cosa, fermare processi di civilizzazione necessari per essere una democrazia moderna a tutti gli effetti.

Fossi stato figo avresti reso la vita impossibile a quegli imprenditori che trasferiscono la produzione all’estero per pagare meno la mano d’opera e poi pontificano sulla qualità del made in Italy.

Fossi stato figo avresti, che so, bastonato gli speculatori di borsa, tassando le transazioni finanziarie. Avresti tirato le orecchie alle banche, dando loro una sberla correttiva.

Per essere un salvatore della patria (d’altronde, per questo ti hanno spacciato) non basta appellarsi a quanto sia necessario che il paese si sacrifichi. Il paese è già sacrificato. Gli italiani hanno sentito parlare di sacrifici da quando sono venuti al mondo. Per una volta, sarebbe stato carino parlare loro di giustizia, di vera equità, di svolte. Perché questo popolo non ne può più delle ingiustizie, delle lentezze, della burocrazia, dei baracconi, dei liberi professionisti che non fanno la ricevuta, delle bugie, delle brighe europee che nessuno capisce davvero.

Dunque, figo non sei. Ma non temere, nessuno se lo aspettava. E no, non è che hai avuto poco tempo per fare di più. Lo sapevi chissà da quanto che sarebbe toccata a te questa patata bollente e sapevi bene cosa si aspettava da te chi ti ha messo dove stai ora. Si sa, stai solo ricoprendo l’ingrato ruolo di sostituto temporaneo dei nostri politici inetti, facendo quello che nessuno di loro poteva fare senza giocarsi la rielezione.

Un figo non fa la manovra, fa la rivoluzione. Ma non è colpa tua, non ti hanno chiamato per fare la rivoluzione, ti hanno chiamato perché sei un ottimo capro espiatorio. I campioni dei partiti senza idee domani potranno dire che hai sbagliato tutto, che loro non erano d’accordo e che avrebbero fatto diversamente ma che hanno accettato per il sempreverde bene del paese. Per il popolo italiano, niente di buono all’orizzonte, né prima né dopo di te.

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