C’è qualcosa di sbagliato

By Redazione

dicembre 6, 2011 politica

In tempi non sospetti, intervistato a gennaio da Luca Sofri per Wired, Edmund Phelps aveva sostenuto che “la maggior parte dei progressi economici avvengono a partire da innovazioni grandi e piccole concepite dalle imprese stesse e da chi ci lavora”. Cose che non succedono nel belpaese, a quanto pare: “Non sono convinto che l’Italia sia mai stata molto forte in innovazione, che sia molto innovatrice come economia”, ha ribadito ieri a distanza di qualche mese Phelps, che di mestiere fa il professore di politica economica alla Columbia e nel tempo libero rimira il Nobel vinto nel 2006, in bella mostra nel suo salotto.

Forse non serviva un professorone yankee per sottolineare che il dream team di Monti avrebbe dovuto insistere maggiormente, oltre che sui tagli che hanno monopolizzato il decretone, su misure che incentivassero lo sviluppo. D’altra parte, il parere di uno che non è l’ultimo arrivato nel campo del welfare, ci ha definitivamente convinto su una questione che ha diviso l’opinione pubblica: “È imbarazzante vedere sulle prime pagine dei giornali le foto di una donna piangere per l’aumento dell’età pensionabile. C’è qualcosa di profondamente sbagliato in questo”.

Così Phelps è intervenuto a gamba tesa sulla crisi di nervi del ministro Fornero, ribadendo la necessità di una svolta culturale ancor prima che politica. Necessità che deriva dal progressivo cambiamento del rapporto tra domanda e offerta di lavoro, dalla rivoluzione demografica in atto, dal mutamento della composizione sociale. Aspetti che una leadership dovrebbe comprendere e restituire sotto forma di analisi che aiutino i cittadini a decodificare la complessità del reale. E di proposte che indichino una strada ben precisa.

Insomma, un’altra cosa rispetto ai piantarelli che hanno fatto atteggiare i musetti dell’Italia perbenista all’espressione compita della “seria normalità di questo governo”. La faccenda non è questione di sacrifici. Non solo, per lo meno”. Si tratta di spiegare alla gente come il mondo sta cambiando, quale strada la cosa pubblica deve intraprendere per non rimanere stritolata dal cambiamento. Phelps ammette che al nostro paese servono riforme. Ma la più importante non si ritroverà mai in un articolato sottoscritto da Monti: “Se un trapianto di cervello fosse possibile l’Italia, come altri paesi, ne avrebbe bisogno”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *