Il partito della Fornero

By Redazione

dicembre 5, 2011 politica

La manovra del governo ha per lo meno un volto, quello del ministro del Welfare Elsa Fornero che non è riuscita a trattenere le lacrime di fronte alle telecamere, nel corso della conferenza stampa: non è molto rassicurante. Se è tempo di scelte difficili e gli italiani sono chiamati a versare il sangue, la Fornero ci ha messo le lacrime e conquistato le pagine dei giornali dopo una domenica passato sugli scudi.

La giornata di passione è cominciata ieri mattina, con gli attriti con i rappresentanti del forum dei giovani: il ministro si è lamentato per l’assenza di donne nella delegazione, minacciando seriamente di abbandonare l’incontro con le parti sociali: “Se neanche i giovani hanno la consapevolezza che il contributo delle donne deve essere valorizzato, non si riesce ad andare da nessuna parte. Questo è un atteggiamento culturalmente sbagliato”, ha sbottato. “È vero che nella nostra rappresentanza non ci sono donne, ma anche dall’altra parte del tavolo oggi ce n’era una sola”, hanno risposto i delegati. “Al congresso che ci ha eletto c’erano anche donne, ma non sono state elette”.

Il culmine rimangono ovviamente le lacrime giunte quando, delineando i punti delle misure sulle pensioni, il ministro stava per pronunciare il fatidico termine “sacrificio”, dopo aver già accennato al costo psicologico delle decisioni assunte. Sono bastati pochi attimi per assicurare ai commentatori un titolo all’intera vicenda: Fornero, volto umano del governo. Lo stress, la fatica, le tensioni: un conto sono le lezioni universitarie e i convegni, un altro la politica e le conferenze stampa. Ieri sera, l’unico davvero a suo agio sembrava Corrado Passera, il titolare del dicastero allo Sviluppo economico. Ha pure chiamato la collega “Emma” anziché Elsa. E dire che la signora è stata per dieci anni nel collegio dei revisori di Intesa, la banca di Passera.

Aldo Cazzullo si è preso metà pagina 2 del Corriere della Sera del lunedì per raccontare la scena. Ci ha girato attorno e alla fine ha concluso che le lacrime del ministro del Welfare sono il segno che anche i professori hanno un cuore, non solo il cervello. Elsa Fornero non deve temere: avrà sempre qualche galantuomo al suo fianco pronto ad allungarle un fazzoletto. 

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