Che c’azzecca l’Idv con Monti?

By Redazione

dicembre 5, 2011 politica

“Il problema è loro. Dovranno affrontare l’argomento cercando di avere una posizione chiara nei confronti degli italiani”.

A chi si riferiva Domenico Scilipoti? All’unico partito dell’arco montiano che per bocca del suo leader ha snobbato l’invito del premier a discutere dei termini della manovra prima che arrivasse in Parlamento: “Ho gentilmente declinato: noi abbiamo dato una fiducia tecnica, e chiediamo di incontrarci in Commissione e in aula alla Camera, nelle sedi proprie dove si illustrano i provvedimenti”. Di Pietro non ha effettivamente partecipato alla processione del weekend a Palazzo Chigi.

Al pari della Lega. Che però è l’unica formazione a continuare a dichiararsi all’opposizione.  Prodromi di quello che è successo ieri alla Camera: “L’equità non c’è, avete fatto una manovra di stampo ragionieristico. Troppe, troppe, troppe tasse, che graveranno solo sul ceto medio, un’ingiustizia sociale incredibile, che noi non possiamo tollerare”. Parole in salsa leghista del capogruppo dell’Idv Massimo Donadi. Che ha fatto sapere che i dipietristi cercheranno, con i loro emendamenti, di “capovolgere i contenuti della manovra”. In caso di questione di fiducia, pollice verso. Posizione “di lotta e di governo”, come fa osservare il centrista Roberto Rao? “Se la manovra rimane così come è non la potremo votare”, osserva il senatore Li Gotti. “Non si è voluto tenere in considerazione quel che il paese aveva già digerito – osserva – l’aumento delle aliquote per i redditi alti, non aver maggiormente inciso sugli scudanti, almeno al 5%, invece dell’1,5% previsto”.

Argomenti che si vanno ad aggiungere al secco no alla riforma della previdenza: “Saremo determinati nell’opporci all’innalzamento dei 40 anni di contributi per chi ha diritto alla pensione di anzianità”, ha scritto Di Pietro sul suo blog, in un intervento significativamente titolato “Ha ragione Susanna Camusso”.

Una contiguità con una delle più grandi forze di opposizione nel paese che non spaventa Scilipoti: “Quando si dicono cose giuste vanno sostenute, a prescindere da chi le dice. Considerando l’età di entrata nel mercato del lavoro, la pensione accompagnerà direttamente al cimitero”. Quanto Di Pietro possa tollerare la compagnia del suo ex peon lo possiamo immaginare. Su quanto invece voglia porsi concretamente al fianco della Cgil, non ci scommetteremmo. Minimizza Li Gotti: “Valutiamo il singolo provvedimento. Un nostro eventuale voto contrario non significherebbe un nostro passaggio all’opposizione”. Piedi di piombo anche sulla reazione del Pd: “I rapporti sono importanti, ma capiranno che sosteniamo le stesse cose che dicono loro. I rospi che ingoiamo noi li ingoia anche il Pd. È la soglia di tolleranza che è più bassa”.

Opinione.it

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