Il terzo popolo negli States

By Redazione

dicembre 4, 2011 Esteri

Il Terzo Polo sembra tentare anche gli americani. Incoraggiato dall’incapacità della speciale commissione del Congresso di raggiungere un accordo sulla riduzione del debito, l’inquieto centro politico americano sta cercando di inserirsi nelle elezioni del 2012. Un gruppo bipartisan conosciuto come Americans Elect ha raccolto 22 milioni di dollari e pare voglia piazzare un terzo candidato in ogni Stato il prossimo anno. L’obiettivo è quello di fornire un’alternativa al presidente Obama e al candidato del GOP e rompere la tradizione del confronto tra un Democratico e un Repubblicano.

Il tentativo potrebbe rappresentare un’occasione promettente per i moderati americani che vedono aprirsi uno spazio al centro del panorama politico dato che l’ingorgo congressuale e gli aspri scontri partigiani hanno fatto precipitare i consensi per entrambi i partiti. «Gli elettori sono amareggiati dall’incapacità della gente di Washington di gestire le questioni che per la gente davvero contano» ha detto al Washington Post il direttore del gruppo Kahil Byrd, uno stratega repubblicano che lavorava per il Governatore democratico del Massachusetts. Stando al giornale, Americans Elect potrebbe trovare uno spazio in Florida, Michigan, Nevada, Ohio ed in altri cinque Stati. Ma, innanzitutto, il gruppo fa affidamento sul progetto ambizioso di tenere una convention su Internet, in modo che ciascuno degli elettori registrati, come i fan di «American Idol», avrebbe la possibilità di scegliere il loro candidato preferito. «Vogliamo radunare milioni di persone e consentire loro di partecipare autenticamente al processo» ha dichiarato Byrd al Washington Post.

A differenza del Green Party, Americans Elect non sta dando vita ad un nuovo partito, ma sta cercando di cambiare il processo politico. In due modi.  In primo luogo, il gruppo cerca di costruire un «nonpartisan ticket», mescolando i partiti e chiedendo al candidato alla presidenza di presentare un compagno di un diverso partito. In secondo luogo, American Elect vuole portare il processo di selezione fuori dalle mani dei pochi elettori delle primarie e farlo diventare più aperto attraverso l’uso della tecnologia. Gli elettori registrati che si iscrivono sul sito web del gruppo selezioneranno direttamente online i candidati. La selezione finale avverrà in giugno. Secondo Nico Mele – che insegna ad Harvard tecnologia e politica e che ha aiutato a costruire un seguito online per l’ex candidato alla presidenza Howard Dean – tutto questo potrebbe influenzare le elezioni del 2012. Al punto che il processo online per la nomination di Americans Elect potrebbe essere «potenzialmente distruttivo».

L’insostenibile partigianeria di Washington ha partorito anche altri nuovi gruppi. Una organizzazione conosciuta come No Labels è sostenuta da Bloomberg e sta spingendo membri del Congresso a collaborare. Upward Spiral, un’iniziativa sostenuta dal fondatore di Starbucks, Howard Schultz, sta spronando gli americani a negare le elargizioni ad entrambi i partiti per protestare contro l’atmosfera eccessivamente settaria. Nessuno  di questi gruppi sostengono il progetto di Americans Elect di proporre un terzo ticket. Ma gli americani sono stanchi di una politica «as usual». Insomma, parecchia gente vuole superare le tradizionali divisioni fra destra e sinistra ed essere protagonista di una nuova fase politica post-ideologica; tanta gente non vuole rassegnarsi allo status quo, perché pensa che non funzioni. Anche in America.

Qdrmagazine.it

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