Giovani fantasmi

By Redazione

dicembre 4, 2011 politica

Nel nuovo governo guidato da Mario Monti di certo non ci si poteva aspettare di trovare politici e men che meno tecnici sensibili alle tematiche giovanili. Ma neanche la totale indifferenza nei confronti dei cari e vecchi bamboccioni. Dopo un paio di settimane, Super Mario ha infine completato la sua squadra. L’ultima infornata, come è noto, ha creato ben venticinque sottosegretari più tre viceministri e il ministero della Funzione Pubblica e Semplificazione.

Dove sono finite le deleghe per le politiche giovanili? La scelta di non considerare i giovani meritevoli di un dicastero che focalizzasse sulle tematiche generazionali la propria azione lascia perplessi. Ancora sopravvive nelle pieghe delle cronache giornalistiche l’eco del discorso programmatico tenuto in Senato l’undici novembre scorso dal presidente Monti. Un sobrio e composto monologo, tra il sostegno alla natalità e la necessità di incentivare la crescita, durante il quale Monti aveva tenuto a sottolineare il fine ultimo di tutte le azioni che il suo governo avrebbe portato avanti nei mesi successivi: “Dobbiamo porci l’obiettivo di eliminare tutti quei vincoli che oggi impediscono ai giovani di strutturare le proprie potenzialità in base al merito individuale indipendentemente dalla situazione sociale di partenza”. Concetto condivisibile, lapalissiano. A tale proposito alcuni provvedimenti erano stati già pensati e messi in cantiere dall’ex ministro della Gioventù, Giorgia Meloni. Forse, Monti, con un ministero dell’Economia ad interim da gestire e soprattutto con l’estenuante lavorio per tenere insieme l’arco parlamentare affinché la sua maggioranza sopravviva, ha dimenticato di dare uno sguardo alle attività di quel piccolo dicastero.

Non si vuole imbastire la difesa del fu ministro, né concentrarsi su temi di appartenenza politica. Sarebbe sbagliato non dare seguito, o peggio ancora ignorare, il pacchetto di provvedimenti “Diritto al futuro” voluto dal ministro Meloni. Una serie di misure con un obiettivo molto semplice: cercare di dare una mano ai baby loser nostrani. Il “Fondo casa”, inserito del pacchetto, permetterebbe ai giovani precari “non bancabili” di accedere a mutui agevolati. Per non parlare del prestito garantito per gli studenti meritevoli. Diciannove milioni di euro messi a disposizione di giovani eccellenze con poche disponibilità economiche. Un piccolo aiuto per far partire in Italia, quella rivoluzione meritocratica che stenta ad arrivare. E che Monti dovrebbe mettere al centro della sua azione di governo.

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