Noi stiamo con Oscar

By Redazione

dicembre 2, 2011 politica

“È un eccentrico l’uomo di grande immaginazione inventiva nel campo delle idee, del lavoro e del costume. Oggi occorrono eccentrici anche per concepire nuove strategie politiche nella promozione dell’individualismo e del liberismo. Ma ringraziamo pure l’eccentrico ricco che, non potendo darci di più, ci dà la bizzarria fine e divertente, e un modo di vivere spiri- toso, introduce la varietà nel quotidiano ed educa con l’esempio ai piccoli piaceri del fare garbatamente l’originale. Insomma, va bene qualunque eccentricità che si contrapponga alla mania collettivistica di metterci tutti in fila, tutti al passo, tutti pronti a “credere, obbedire, combattere.” Sergio Ricossa, economista

“Eccentrico… Giannino è eccentrico!” Maurizio Crozza, comico

“Mi vesto in una maniera un po’ anomala”  Oscar Giannino, giornalista ed eroe civile

Oscar Fulvio Giannino è un eroe civile. Senza discussione. E non c’entra nulla (o meglio: c’entra poco) la vigliacca aggressione riservatagli alla Statale di Milano giovedì primo dicembre da gaglioffi e fascistelli, molto poco proletari, tali da potersi permettere di buttar via pelati e uova fresche. Il tutto perché avrebbe dovuto parlare ad un incontro con un gruppo studentesco “di destra”. No, Giannino, è un eroe civile perché è un militante accorato di una causa persa: uno Stato meno invadente, un Paese moderno e funzionante, più libertà economica, più mercato, meno tasse eccetera eccetera. E non c’è causa più improbabile in Italia (forse nel mondo) al giorno d’oggi. Eppure il nostro usa le grinfie da “gattaccio” per andare avanti e parlare ai sordi che siamo, ogni mattina -da qualche anno- su Radio24, vera preghiera laica per tutti i fedeli ascoltatori.

E’ strano che al povero Oscar sia toccato di sentirsi apostrofare addirittura quale fascista, lui che, tecnicamente, è il più antifascista tra gli antifascisti. Fascista è lo Stato Totalitario teorizzato da Mussolini e Gentile: Giannino, se potesse, farebbe volentieri a meno dello Stato, figuriamoci di quello totalitario! Fascista era il regime di Pinochet, che da giovane militante del Pri è andato a contestare fino in Cile. Fascista è chi impedisce con la violenza di esprimere in tranquillità le rispettive opinioni, non chi nel proprio programma lascia parlare chiunque, dalla Fiom a Sallusti.

E’ vero, si veste in maniera bizzarra, con colori che fanno a pugni, calzature dalle punte acuminate, con quell’aspetto luciferino che tuttavia non gli ha impedito di conquistare il cuore di una donna. Si agghinda come Giangurgolo, la maschera calabrese della commedia dell’arte, ma probabilmente simpatizza per Pantalone,e lo fa coscientemente, per marcare la sua individualità. Non, dunque, per vanto aristocratico, ché di aristocratico non ha nulla.

Nato e cresciuto nella Torino delle fabbriche e del piombo che ha dato il nome a quei terribile anni, in una famiglia che, racconta, non se la passava proprio bene, sì che giovanissimo dovette cominciare a lavorare (e nonostante ciò è favorevolissimo all’abolizione delle pensioni d’anzianità). Come ogni borghese (anzi, Straborghese) è tutto, meno che un figlio di papà, come non lo era Milton Friedman l’economista liberista capofila della “Scuola di Chicago”. La stessa di cui Oscar è diventato portavoce non ufficiale nella nostra italietta, con il blog da lui fondato dove i liberisti nostrani possono abbeverarsi con grande soddisfazione.

Ai pochi difetti (ogni tanto si mangia le parole e gli manca qualche dente, eroico sì, ma sempre umano) si contrappone il fascino del bastian contrario. Referendum sul nucleare? Andiamo a difendere l’energia atomica a Rai3(!), su LineaNotte, dove Eugenio Finardi gli dà dell’assassino, o del complice degli assassini e affamatori di popoli, e lui compostamente risponde snocciolando razionalissime analisi. Ecumenico. Referendum sull’acqua? Torna su Rai3, stavolta da Floris, che è costretto a staccargli il microfono perché Giannino andava addentrandosi in spiegazioni troppo “tecniche”, e stavolta (giustamente) s’arrabbia. Ma, è importante, non è semplicemente il gusto della lotta contro i mulini a vento, Giannino non è Massimo Fini, controcorrente per mestiere e diletto. Al contrario, ha convinzioni ferree, di minoranza ma non settarie, e proprio per questo dedica il suo tempo, con spirito missionario, a portare il verbo del capitalismo concorrenziale nelle radio degli ignari automobilisti che imprudentemente si sintonizzano su frequenze ostili.

Ogni tanto lo puoi trovare sul Messaggero e su Panorama, ma il nostro non ha particolari simpatie per l’Udc, e se le ha avute per Forza Italia, di certo le ha smaltite negli ultimi anni. Il giudizio sull’ultimo governo Berlusconi è impietoso ed è riassumibile in una frase: “Le nostre idee sopravviveranno alle vostre cazzate”

Lo ribadiamo Oscar Fulvio Giannino è un eroe civile: lo cacciano, lo ingiuriano, gli tirano i pomodori, e lui cerca di convincere il muro umano che gli impedisce di entrare alla Statale di farlo passare. Ci vuole la polizia, che invece di difenderne i diritti coccola quei delinquenti, a farlo sloggiare, mesto e amareggiato. Lui sarebbe volentieri rimasto lì, con la pummarola ‘n coppa, a discutere, a litigare, a portare il verbo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *