La Lega flirta con Formigoni

By Redazione

dicembre 2, 2011 politica

Roberto Formigoni sarà lunedì a via Bellerio. Nella tana del lupo, il governatore lombardo spiegherà la sua versione dei fatti sullo scandalo che sta macchiando le vetrate del Pirellone. Sbaglierebbe chi vi volesse leggere una Canossa dell’uomo dalle giacche arancioni. Che, rendendosi disponibile a recarsi personalmente nella sede della Lega – per un incontro che avrà uno spettro ben più ampio di quanto attiene alle sole cronache giudiziarie – lancia un segnale dalla forte carica simbolica agli uomini del Carroccio. Non è un caso che ieri si sia seduto a discutere di welfare e politiche di sviluppo con Cota e Zaia, governatori vicini di osservanza maroniana. Lanciando esche ben confezionate su quanto il governo Monti si dovrà impegnare a fare: «Sullo sfondo c’è il tema generale del federalismo e del federalismo fiscale, che è stato impostato e sul quale aspettiamo indicazioni positive».

Dal canto loro le truppe in camicia verde si sono ben guardate dal sollevare polemiche nei confronti di Nicoli Cristiani, principale indagato dell’inchiesta giudiziaria meneghina. Né si è letto di precise prese di distanza nei confronti degli esponenti azzurri coinvolti nel caso. Solo fino a qualche mese fa la convivenza tra l’ala formigoniana del Pdl e la Lega era quantomeno complicata. Il protagonismo del presidente veniva digerito male dai lumbard, che a loro volta lo indispettivano per il tentativo di esercitare una golden share sul suo operato.

Le cose sono cambiate da quando Angelino Alfano ha preso in mano le redini del partito. E si è iniziato a parlare di un possibile disgelo fra il Pdl e l’Udc di Casini, che con il segretario azzurro condivide un pezzo di storia politica e una medesima visione su molte delle priorità del paese. L’investitura arrivata ad ungere la fronte dell’ex Guardasigilli direttamente da palazzo Grazioli ha frustrato ancora una volta le ambizioni romane di Formigoni. Che ha iniziato a tessere la tela per dare vita ad un’opposizione interna che potesse strutturarsi sul territorio e negli organigrammi locali, per poter dire la propria nei congressi.

Gli uomini di Bossi hanno iniziato nelle ultime settimane a coltivare l’idea che rafforzando indirettamente Formigoni si possa indebolire la leadership di Alfano. E, dunque, l’appoggio al governo tecnico e gli abboccamenti con i centristi. Quell’Alfano che quest’estate, inviato da Berlusconi, era stato snobbato come interlocutore, e che viene oggi velatamente deriso per la disponibilità a colloquiare con Monti: “L’incontro con il premier? – risponde Cota – andrà un assessore”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *