Chi controlla i controllori?

By Redazione

dicembre 1, 2011 politica

Chiami l’Istituto Italiano di Tecnologia cercando conferma di quanto afferma il suo sito ufficiale: “Vittorio Grilli, dopo aver ricevuto il suo incarico ministeriale, è ancora vostro presidente?”. Panico, quindici minuti di attesa, per poi venire dirottati alla Direzione Generale del Tesoro per ogni ulteriore informazione. L’Istituto non sa / non risponde. Un episodio come tanti del grande imbarazzo che si solleva quando si prova ad indagare nel passato (e nel presente) dei grand commis che compongono il governo tecnico. Perché quelli che dovrebbero affrontare spavaldamente l’impopolarità di drastiche misure di riduzione della spesa, sono alfieri di una generazione che dallo stato hanno ricevuto e ricevono da anni stipendi a quattro cifre. Al Tesoro alla fine ti dicono che Grilli, neo-viceministro all’Economia, è ancora presidente dell’Iit, ma “per passione. Ci tiene moltissimo e, pur essendo previsto da statuto dell’ente, ha rifiutato qualunque forma di stipendio”.

Negli anni Grilli ha accumulato stipendi e maturato contributi prima come Ragioniere generale dello stato, poi in qualità di direttore del dipartimento di Economia e Analisi finanziaria dello stesso ministero. Quanto poi al doppio incarico come direttore generale del Tesoro, “diciamo che è in aspettativa”. Dunque anche la sua presenza nel board della Cassa depositi e prestiti è in forse: “Sa, non avevamo mai avuto un direttore in aspettativa”.

L’elenco di incarichi retribuiti dalle casse pubbliche potrebbe quasi annoiare se si prende come esempio Mario Ciaccia, viceministro di Passera dopo essere stato suo collega in Intesa San Paolo. Magistrato della Corte dei Conti, è passato dal fu ministero di Poste e Telecomunicazioni nel quale è stato Capo gabinetto del ministro, a quello delle Riforme istituzionali, dove era capo-dipartimento. Per poi arrivare alla presidenza dell’Arcus, società dedita allo sviluppo dell’arte e dello spettacolo e controllata dal ministero dell’Economia. Il viceministro è attualmente nel comitato direttivo dell’Istituto Affari Internazionali. Ma soprattutto membro della Giunta e del Consiglio dell’unione degli industriali di Roma. “Aspetti che mi informo meglio”, prende tempo l’ufficio stampa se provi a domandare se il dottor Ciaccia si sia dimesso, per poi citare una delibera del 2002 di Confindustria che lo costringerebbe a tale passo, “anche se risulta ancora in Giunta”.

Brancola nel buio il capo dell’ufficio stampa del Teatro dell’Opera di Roma. “Il neo-ministro dei Rapporti con il Parlamento Pietro Giarda ha rinunciato al posto nel vostro Cda?”. “Non ne ho idea”. Punto. Di sicuro Giarda non si preoccuperà più di tanto del proprio trattamento pensionistico. Dal 1976 esercita la professione di docente alla Cattolica di Milano. Sul cui sito apprendiamo che ha “svolto attività di consulenza alla presidenza del Consiglio e al ministero delle Finanze”. Senza contare che per quasi un decennio ha presieduto la Commissione tecnica per la spesa pubblica.

Visti i curricula di chi dovrà tagliare la spesa pubblica, viene dunque da chiedersi: chi controllerà i controllori?

(l’Opinione)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *