Qui non c’è l’ aplomb

By Redazione

novembre 30, 2011 politica

I luoghi comuni sono fatti per essere messi in discussione. Tra i commentatori italiani si è fatta immediatamente largo l’opinione che il nuovo presidente del Consiglio, Mario Monti, sfoggi un aplomb tutto britannico, a sostegno dell’idea che l’Italia stia vivendo una nuova epoca politica, lontana anni luce dal berlusconismo e dai suoi connotati. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato il vicedirettore di Repubblica, Massimo Giannini, e non ci sarebbe da stupirsi se nei prossimi giorni i quotidiani svelassero che Monti, alle cinque, si ritira nello studio a bere una tazza di tè.

L’aplomb britannico, in sede politica, non porta lontani. Se il nuovo premier italiano si presentasse alla House of Commons così come ha fatto alla Camera e al Senato, si ritroverebbe nel giro di pochi minuti con le spalle al muro. La battaglia dialettica non risparmia nessuno a Londra e la retorica è materia nella quale applicarsi al massimo, soprattutto per schivare i colpi, tanto che i futuri avvocati e professionisti cominciano ad esercitarsi durante gli anni universitari. Sono quattro i punti da tenere a mente: definire la mozione, presentare il caso, rispondere alle istanze, rimanere pertinenti al tema.

Il Primo ministro, leader della maggioranza, si accomoda di fronte al leader dell’opposizione. A dividerli la distanza necessaria perché uno dei due non colpisca di spada l’avversario, come comandato dalla tradizione. Alle loro spalle, membri del Parlamento che ridono e provocano finché lo Speaker non interviene per richiamarli all’ordine. Specialmente il mercoledì, quando – sempre per tradizione – si tiene il Question Time: battute e nervi a fior di pelle nel digerire le accuse della controparte. E la prontezza, da parte del Primo ministro, di mantenere alto il ritmo dello scambio verbale rispondendo a tutte le domande sottopostegli. Non c’è spazio per l’aplomb, se non nell’evitare accuratamente di tradire particolari emozioni di stizza quando si è colpiti da una steccata ben assestata, con buona pace della distanza di sicurezza.

Il presidente Monti, nella sua pacatezza accademica, faticherebbe. Si trova molto più a suo agio con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy in una compassata conferenza stampa, anche per il semplice fatto che il modello britannico non fa parte della cultura latina: è un dato di fatto e ammetterlo non costa nulla.

Alla maggior parte dei media italiani però non sta bene, ma sono gli stessi che evitano di raccontare accuratamente gli sviluppi dello scandalo che la scorsa estate ha portato alla chiusura del News of the World: le star dello spettacolo inglese e persone comuni stanno sfilando di fronte alla Levenson Inquiry, l’inchiesta indipendente sull’etica dei media e certe pratiche giornalistiche per reperire informazioni, per rendere testimonianza delle presunte violazioni della privacy subite dai giornali del gruppo Murdoch. Giornalisti di fronte alla legge: qualcuno dei nostri perderebbe l’aplomb. 

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