Cielle debutta al governo

By Redazione

novembre 29, 2011 politica

E dire che nemmeno Maurizio Lupi ce l’aveva fatta. Il sempre più influente vicepresidente della Camera. Uno che alla presentazione del suo nuovo libro, appena un paio di settimane fa, aveva fatto sedere intorno al tavolo Fini, Casini, Bersani e Alfano. L’uomo che Berlusconi vorrebbe sempre e comunque a battagliare nei salotti buoni della televisione “comunista”. Per non parlare di Formigoni. Quando provò a scendere a Roma, sponda Palazzo Madama, portando con sé un consistente pacchetto di ambizioni, il Cavaliere lo costrinse a rimettere il fretta in valigia camicie viola e giacche arancioni e lo rispedì di gran carriera all’ombra del Pirellone. Il primo si vide sfilare (o rinunciò, a seconda delle versioni) una poltrona da titolare della Salute. Il secondo venne accostato almeno ad una mezza dozzina di dicasteri.

Insomma, per tutto il corso della traiettoria politica dell’ex premier, Comunione e Liberazione non era mai riuscita a piazzare un proprio uomo al governo. Tanti interlocutori attenti e disponibili, questo sì. Da Maurizio Sacconi ad Eugenia Roccella, passando per Rocco Buttiglione, un passato da ciellino, e per il sornione Tremonti, da anni curioso mattatore del Meeting di Rimini. Anche il governo Monti aveva strizzato l’occhio al movimento fondato da don Giussani. Andrea Riccardi, prima di fondare Sant’Egidio, vanta un trascorso in Cl. Lorenzo Ornaghi, da rettore della Cattolica, ha sempre intessuto ottimi rapporti con gli uomini oggi guidati da Julian Carron.

Ma prima di ieri, un partecipante al Consiglio di Presidenza di Cielle non era mai entrato ufficialmente nella squadra di governo. È toccato a Elena Ugolini, preside del liceo Malpighi di Bologna, una lunga storia di lavorio tecnico al ministero, prima insieme a Berlinguer, poi con la Moratti. Che, un po’ spaesata, ha saputo l’altro ieri di doversi trasferire per un anno e mezzo a viale Trastevere in pianta stabile, a occuparsi di scuola da dietro una scrivania da sottosegretario. Una mossa, quella di Monti, da molti letta come la volontà di ancorare al proprio esecutivo quella parte di Pdl che dovrebbe fungere da freno alle pulsioni filo-leghiste di parte della compagine degli azzurri. Quale modo migliore di farlo che coinvolgerli in prima persona nella gestione del comparto educativo, da sempre tra le prime priorità nei pensieri dei ragazzi di Giussani?

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