I Casini di Alfano

By Redazione

novembre 28, 2011 politica

Non è ancora chiaro quanto durerà l’esecutivo guidato dal professor Monti. C’è chi pensa che riuscirà a reggere senza problemi fino alla scadenza naturale della legislatura, e chi invece continua a fare pressione affinché si vada al voto anticipato la prossima primavera. È comunque evidente che la campagna elettorale sia già iniziata da qualche giorno, come si evince dalle dichiarazioni dei vari partiti politici.

Lo stesso Silvio Berlusconi è tornato a parlare dopo giorni di assoluto silenzio e lo ha fatto a Verona nel corso del convegno dei Popolari Liberali del fido Carlo Giovanardi. A dire il vero l’ex Primo ministro avrebbe preferito non esporsi, almeno non ancora, soprattutto per non portare via la scena al segretario del Popolo delle Libertà Angelino Alfano che il Cavaliere vede come il più papabile dei suoi a candidarsi alla guida di Palazzo Chigi per le prossime elezioni.

Dopo aver dato forfait per la giornata di sabato, domenica l’ex premier si è fatto convincere a partecipare alla convention, soprattutto per non dare un ulteriore dispiacere a Giovanardi. Ma anche per confermare il proprio impegno affinché il Pdl non si frantumi a causa delle posizioni contrastanti manifestate dalle varie correnti interne al partito.

Nel corso dei sette minuti di intervento, Berlusconi ha esordito come fosse un esponente d’opposizione dell’attuale governo, attualmente sostenuto da una maggioranza tanto larga quanto indistinta, che rischia di confondere tra loro gli schieramenti politici dando forza al cosiddetto Terzo Polo. Una minaccia concreta a coloro che nel Pdl strizzano l’occhio ai centristi, correndo però così il rischio di perdere pezzi proprio a vantaggio di una “nuova Dc del terzo milennio” nella quale Alfano (a cui Berlusconi ha di fatto passato ufficialmente il testimone) verrebbe inghiottito.

Se infatti la campagna elettorale del Cavaliere, che ha confermato di essere pronto a raddoppiare il proprio impegno per quanto “da dietro le quinte”, sembra essere destinata ad incentrarsi sul vecchio cavallo di battaglia dell’anti-comunismo. Berlusconi ha affermato che la compagine di Bersani dimostra di non aver compiuto una “maturazione democratica che abbia portato il Pd, figlio o nipote del Pci, a diventare un partito socialdemocratico”. Ma la vera preoccupazione dell’ex premier sembra essere quella di scongiurare una deriva “democristiana”. Il leader dell’Udc Casini, dopo essere riuscito grazie alla nomina di Monti a Palazzo Chigi ad abbattere le barriere tra centro, sinistra e destra, sta valutando attentamente come muoversi nel prossimo futuro basandosi proprio sul grado di sostegno all’attuale esecutivo.

La vera minaccia identificata da Berlusconi, dunque, è rappresentata proprio da Terzo Polo targato Casini. Più a lungo il governo Monti reggerà, più il leader dell’Udc acquisirà forza rischiando di mettere in ombra proprio Alfano. Ma allora per quale motivo il segretario del Pdl continua a sostenere l’esecutivo in nome della “responsabilità nazionale”? Probabilmente la risposta sta nel fatto che il partito è profondamente spaccato al suo interno, e il sostegno a Monti è l’unico modo per prendere tempo e studiare un’alternativa valida che possa permettere al PdL di non sgretolarsi e presentarsi compatto alle prossime elezioni. Soprattutto se si terranno in primavera. Alfano dovrà essere capace a fare in modo che il Pdl continui a rappresentare la casa dei moderati non cedendo tale ruolo al Terzo Polo.

Un compito non facile, quello che attende l’ex guardasigilli. Se Alfano sarà infatti in grado di tenere uniti gli azzurri, possibilmente andando ad elezioni in primavera (e ricucendo con la Lega di Bossi), potrebbe realmente ambire a diventare premier. Qualora invece dovesse fallire in questa missione il Pdl potrebbe seriamente scomparire dalla scena politica italiana ed il suo segretario con esso. A quel punto Casini avrebbe compiuto la sua missione e nulla lo fermerebbe dal raggiungere la presidenza del Consiglio.

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