Ma trovasti la legge

By Redazione

novembre 27, 2011 politica

Nigel Farage è un deputato europeo, co-presidente, insieme a Francesco Speroni della Lega Nord, del gruppo parlamentare Europa e Libertà della Democrazia. Il 18 novembre scorso ha sferrato un violentissimo attacco contro la politica dell’Unione. Alcuni stralci: “Nessuno di voi è stato eletto e nessuno di voi ha qualsivoglia legittimità democratica per ricoprire i ruoli di cui siete attualmente incaricati all’interno di questa crisi”. Anche l’ultimo degli studenti di giurisprudenza può constatare l’assurdità di tali parole. L’Unione Europea non è uno stato. Roma 1957, Maastricht 1992 e Lisbona 2004 sono trattati, accordi tra stati, soggetti in quanto tali alla normativa internazionale. Ora, la manifestazione di volontà attraverso cui lo stato nazionale si impegna è espressa con la ratifica e ogni singolo stato disciplina tale fase con proprie norme di rango costituzionale. In Italia, per esempio, è competente il Presidente della Repubblica previa autorizzazione delle Camere. Parlare pertanto di assenza di legittimità democratica non ha alcun senso.

Ed ancora, su Van Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo: “Lei è un assassino della democrazia degli stati-nazione. Lei è un uomo non eletto. Cosa le da il diritto di parlare al popolo italiano?”. Checchè ne dica Farage, Van Rompuy ha pieno diritto di parlare al popolo italiano. Il Parlamento ha ratificato il Trattato di Lisbona. Con tale autorizzazione, gli eletti del popolo italiano hanno ceduto parte della nostra sovranità alle istituzioni europee. Ergo, non si capisce dove sia lo scandalo. Inoltre, pare quantomeno anacronistico continuare ad immaginare un ordine internazionale di derivazione westfaliana. Il concetto di stato-nazione, per fortuna, è stato fortemente ridimensionato a vantaggio di organizzazioni internazionali (Nazioni Unite) e regionali (Unione Europea).

“Quando Papandreou si è fatto avanti pronunciando il termine referendum, vi siete riuniti, come un branco di iene per scagliarvi su Papandreou. L’avete fatto rimuovere e l’avete sostituito con un governo fantoccio. E non soddisfatti di ciò, avete deciso che anche Berlusconi doveva andarsene. Così lui è stato rimosso e sostituito dal Signor Monti”. Non è andata esattamente così. Silvio Berlusconi ha maturato l’idea di rassegnare le dimissioni dopo aver constatato l’insufficienza dei numeri alla Camera. Il governo Monti è stato nominato dal Presidente della Repubblica e votato dal Parlamento che in ogni momento, se lo riterrà opportuno, potrà sfiduciare l’esecutivo bocconiano. In tal caso, è evidente, si andrà alle elezioni.

Il video di Farage, da qualche giorno a questa parte, impazza sui social network. Complottari di destra e di sinistra lo citano come prova provata del golpe dei grandi potentati internazionali contro “i governi democraticamente eletti”. L’adesione alle parole del deputato britannico è totale, da puro fideismo laico. Come se Nigel Farage fosse diventato improvvisamente il nuovo Messia. Non è così, sia chiaro.

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