Il governo Todi

By Redazione

novembre 22, 2011 politica

Anche Paola Binetti cavalca lo slogan per cui “è finito il tempo dei cattolici che si occupano solo di temi bioetici”, rendendoci quantomeno un po’ sorpresi. Soprattutto se si pensa che la Binetti è stata tra i fondatori del gruppo dei Teodem del Partito Democratico, insieme ad altri esponenti provenienti dall’area della Margherita, per poi uscirne perché il partito non difendeva a sufficienza gli interessi cattolici e le sue battaglie sui temi etici. Ieri, da deputata Udc, ha coordinato un convegno sul dialogo tra l’associazionismo cattolico e il mondo politico dopo Todi. È Todi quindi la svolta, pare di capire. Di un mondo cattolico che si vuole riappropriare di un ruolo politico strutturato e non accontentarsi più di difendere dei valori. 

A Todi infatti erano presenti anche Andrea Riccardi, Lorenzo Ornaghi e Corrado Passera, attuali ministri del governo Monti. Ornaghi, inizialmente previsto come possibile ministro dell’Istruzione e poi “declassato” alla Cultura, era intervenuto a Todi chiedendo una necessaria “scomposizione e ricomposizione delle forze politiche”. Il meeting di Todi, benedetto dalla Cei di Bagnasco, è stato visto come una spallata al governo Berlusconi. E le successive nomine ministeriali come il premio per il lavoro compiuto. E finalmente l’Onu di Trastevere, quello che è sempre stato considerato il ministero degli Esteri del Vaticano, si becca un altro ministero. Questa volta però vero. Non quello degli Esteri, ma la Cooperazione Internazionale e Integrazione, dicastero senza portafoglio, creato ad hoc da Monti e assegnato ad Andrea Riccardi.

Riccardi, docente di Storia Contemporanea all’Università di Roma Tre, è il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, attiva a Roma, in Italia e nel mondo. Nata nel 1968 da un gruppo di liceali si è sviluppata con un tessuto di azioni caritatevoli sul territorio romano e in tutta Italia, ma è conosciuta soprattutto per il ruolo svolto nelle relazioni internazionali. Comincia nel 1992 la storia di Sant’Egidio sul fronte internazionale, che vede Riccardi in prima persona impegnato nel processo di pace in Mozambico. Dopo due anni di trattative estenuanti, il 4 ottobre 1992, l’intervento di Sant’Egidio porta alla conclusione di un accordo di pace tra l’esercito e i guerriglieri. Si apre così la stagione delle mediazioni internazionali di Riccardi, in Algeria, in Guatemala e nei Balcani. Stagione non priva di critiche, come quella di avere una cura estrema nella scelta dei teatri in cui intervenire in un’ottica mirante al Premio Nobel per la Pace. Riccardi non è esente nemmeno dalle polemiche di chi, dall’interno del mondo cattolico, lo considera troppo poco autonomo nei confronti del Vaticano.

Sicuramente vicino alla Cei di Bagnasco, alla vigilia del “conclave” di Todi Riccardi cercava di sventare il pericolo di fraintendimenti dalle colonne di Avvenire: “Vorrei subito invitare tutti alla calma: l’appuntamento di Todi non è l’atto fondativo di nuova formazione politica. Per essere espliciti: niente cose bianche, balene, pesciolini e men che meno ambizioni leaderistiche da parte di nessuno” ma “un gruppo di laici cattolici, che intendono cominciare a ragionare su quale possa essere il loro contributo per la rinascita del Paese”. Insomma il capo di Sant’Egidio sentiva l’urgenza di chiarire. Proprio negli stessi giorni in cui Dino Boffo, direttore di Tv 2000, intervistato sull’impegno dei cattolici in politica, faceva i nomi di Riccardi e Ornaghi.

Il convegno di Todi, che ha fatto tanto parlare, convocato dalla Cisl, si è rivolto a gran parte delle associazioni cattoliche, dimenticandosi dell’Agesci e dei movimenti dell’Azione Cattolica. Todi è stato fortemente voluto dalla Cei, come contromossa alla strategia riservata della segreteria di Stato del Vaticano di Tarcisio Bertone che da settembre aveva iniziato a corteggiare da vicino l’Udc. Per Bagnasco e Bertone stesso obiettivo: concentrare i cattolici al centro, in un Terzo Polo forte e fedele alla Chiesa. Diversi i mezzi, ma soprattutto gli interessi, evidentemente.

Ma nel mondo cattolico c’è chi non dimentica che c’è stato un Concilio Vaticano II, lo stesso dal quale Riccardi dichiara di aver preso le mosse per il suo operato. Quella parte di mondo cattolico che si impegna nella formazione socio-politica, che non intende dar vita ad alcun partito ma opera “nella rinnovata opzione per i valori della laicità, dell’autonomia laicale nelle scelte politiche, della mediazione storico-culturale e politica, dell’impegno appassionato per la pace e la giustizia”, secondo le parole dei moderati anti-Todi, riunitisi alla Domus Pacis il 19 e 20 novembre.

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