Vince l’ “austero” Rajoy

By Redazione

novembre 21, 2011 Esteri

Con il 44,6% delle preferenze (186 seggi dei 350 di cui si compone il Congresso dei Deputati di Madrid), il centrodestra spagnolo ha conquistato la maggioranza assoluta in parlamento. Una vittoria forse annunciata, quella del Partito Popolare guidato dal neo Primo Ministro Mariano Rajoy, ma le cui proporzioni risultano inattese soprattutto per la pesante débâcle del Partito Socialista del premier uscente Zapatero.

Il candidato socialista Alfredo Rubalcaba (già vicepremier e ministro degli Interni del Governo Zapatero), infatti, non è andato oltre il 28,7% dei suffragi (conquistando 110 seggi) ottenendo il peggior risultato della storia del Partito Socialista Operaio Spagnolo  nella Spagna post-franchista. Non poteva finire in maniera peggiore, dunque, l’era Zapatero con la sinistra che perde consensi a vantaggio dei partiti più piccoli come l’Izquierda Unida, i nazionalisti catalani di Convergència i Unió e il partito centrista Unión Progreso y Democracia. Altra importante novità di questa tornata elettorale è rappresentata dall’affermazione della sinistra radicale indipendentista nei Paesi Baschi dove l’Amaiur, il partito erede di Batasuna e nuovo braccio politico dell’Eta, ha conquistato ben 6 seggi giovando del recente annuncio dell’addio alla lotta armata da parte del movimento indipendentista basco.

Dopo 7 anni, quindi, lo “zapaterismo” può dirsi sconfitto. Dopo l’entusiasmo iniziale che aveva suscitato il riformismo sociale dell’ormai ex premier, con il voto di domenica gli spagnoli hanno manifestato tutta la propria insoddisfazione nei confronti della sinistra che si è dimostrata incapace di affrontare le difficoltà in cui si trova il paese dal 2008, anno in cui la Spagna ha iniziato a sprofondare nella crisi economico-finanziaria.

Gli spagnoli dunque, attraverso il voto, hanno deciso di voltare pagina ed affidare il paese al 56enne Mariano Rajoy che già il prossimo 20 dicembre potrebbe approdare al Palazzo della Moncloa e che grazie alla maggioranza assoluta avrà la possibilità di portare avanti il piano di austerity che ha annunciato nel corso della propria campagna elettorale. È quanto si evince anche dalle sue prime dichiarazioni in seguito all’ufficializzazione dell’esito del suffragio nel corso delle quali ha chiarito che ha intenzione di “battere la crisi”, pur non nascondendo le difficoltà che incontrerà. Il neo Primo ministro ha infatti spiegato che non potrà fare miracoli per uscire dal momento difficile, ma che con un chiaro programma di governo la Spagna sarà in grado di riconquistare il rispetto e la fiducia dell’Unione Europea.

Il leader del Pp ha inoltre identificato le principali sfide che il suo governo dovrà fronteggiare affermando che “non ci saranno altri nemici se non la disoccupazione, il deficit e tutto ciò che costringe il nostro Paese ad affrontare ore difficili”, rassicurando le fasce più deboli del paese sul fatto che non ci saranno tagli scriteriati ai servizi sociali. Rajoy ha inoltre garantito che il suo governo rispetterà tutti gli impegni presi con l’Ue dal suo predecessore (riportare entro il 2013 il deficit del paese al 4,45%) e che le sue misure di austerity prevenderanno “tagli ovunque meno che per le pensioni” oltre a riforme strutturali per risanare le finanze del paese allontanandolo definitivamente dalle secche della crisi del debito.

Un programma di emergenza, scarno ma preciso, dunque, quello proposto dal nuovo Primo Ministro spagnolo. Di fatto voluto dagli spagnoli stessi, che attraverso il voto hanno espresso il proprio sostegno alle misure che il Partito Popolare ha in mente per risollevare la Spagna. Cosa che invece non è avvenuta in Italia, dove l’attuale Governo non rappresenta la volontà popolare ed è comunque impegnato in misure di austerity che, probabilmente, scontenteranno tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *