Tecnici e acqua santa

By Redazione

novembre 20, 2011 politica

Il governo tecnico si è insediato, ha una maggioranza bulgara in Parlamento ed è celebrato per le strade, sui giornali e in tv. Il fatto che il nuovo esecutivo sia frutto di un colpo di stato soft e in borghese non interessa a nessuno. Il fatto che rappresenti quei “poteri forti” colpevoli di aver causato la crisi economica nemmeno. Così come non interessa il piccolo particolare di un’Europa ormai sempre più invadente e lesiva della sovranità nazionale. Persino la Chiesa ha benedetto la manovra di Napolitano: tra Vaticano e Conferenza episcopale italiana è tutta una profusione di lodi per i tecnici al potere.

Da decenni il mondo cattolico ha annacquato la propria identità, dunque non stupisce il pressoché totale servilismo nei confronti del Presidente della Repubblica e degli umori della piazza. Tuttavia, dai vescovi ci si aspetterebbe una visione chiara, decisa e profetica sulla situazione attuale. Non è così da molti anni. Berlusconi è stato liquidato e ora si guarda ai professori con grande speranza. Di sicuro il Cavaliere non è un grande esempio di cattolico. Tuttavia, per quel che ha potuto e voluto, ha sempre rispettato i cosiddetti valori non negoziabili, costituendo un argine contro le derive del fronte progressista. A volte, è vero, anche la maggioranza di centrodestra ha ceduto alle sirene della modernità e ha combinato pasticci: è inevitabile, non essendo composta da partiti dichiaratamente cattolici. Ma tutto ciò è frutto del caos oggi dominante in ogni ambito.

Quanto a Mario Monti e ai suoi, perché tanto entusiasmo da parte dei vescovi? Perché tanta accondiscendenza, tra l’altro prima ancora di vederli all’opera? Se a rassicurare l’episcopato basta la frequenza alla messa festiva del neo senatore a vita, stiamo freschi! Sarebbe opportuno ricordare che anche il “fedelissimo” Andreotti era ed è un assiduo frequentatore di funzioni liturgiche, ma questo non gli ha impedito di firmare la legge sull’aborto. Per non parlare poi di Prodi, anche lui molto praticante, che non ha esitato a definirsi cattolico adulto, a votare nel referendum sulla legge 40 e a proporre le unioni civili, anche tra persone dello stesso sesso. Ergo, si deve amaramente constatare che non basta ricevere spesso la Comunione per agire secondo il magistero della Chiesa e la sua dottrina sociale. Tra l’altro, Monti frequenta circoli e lobby poco raccomandabili come il Gruppo Bilderberg e la Commissione Trilaterale, tutti in odore di massoneria.

Quanto agli altri esponenti cattolici del governo, c’è poco da rallegrarsi. L’unico degno di questo nome e più fedele ai dettami della fede che professa è il rettore dell’Università Cattolica Lorenzo Ornaghi, che però ha avuto il ministero dei Beni culturali e non quello dell’Istruzione come si prospettava: un ruolo quindi piuttosto marginale. Lo storico Andrea Riccardi, che avrebbe gradito gli Esteri, è stato relegato alla cooperazione internazionale, dove comunque avrà ugualmente modo di far danni, con il suo buonismo senza se e senza ma verso gli immigrati e con la sua politica di dialogo a tutti i costi.

Su Riccardi è bene spendere qualche parola in più. Il fondatore e leader della Comunità di Sant’Egidio, grande promotore degli incontri sincretistici di Assisi, è sempre sotto i riflettori per le sue opere di carità, riceve continuamente lodi sperticate dai mass media e la sua immagine è ben costruita. Incarna in maniera perfetta il politically correct, è molto influente in Vaticano e non solo, quindi guai a parlarne male. Peccato che vi siano molte ambiguità sul suo operato, come riportato in questi giorni dal vaticanista Sandro Magister. Inutile poi fingere di non conoscere le sue simpatie per la sinistra e per il mondo progressista in genere e di dimenticare infine le sue dichiarazioni di un mesetto fa, quando disse a gran voce che mai sarebbe sceso nell’agone politico: alla faccia della coerenza! Altro esponente dichiaratamente “cattolico” del governo Monti è il professor Renato Balduzzi, proveniente dalle file dell’Azione cattolica.

Balduzzi, che è un giurista, è stato consigliere di Rosy Bindi nonché estensore del disegno di legge sui Dico: non certo un grande esempio. Eppure proprio a lui è stato affidato un dicastero delicato e importante come quello della Sanità. Nella squadra di Monti cattolici sono anche Passera, Profumo, Gnudi e la Severino, ma non pare abbiano mai preso posizioni pubbliche coraggiose in tal senso. Stando così le cose, sembra evidente che i motivi di gioia, almeno dal punto di vista della Chiesa, siano alquanto esigui. Anzi, quello tra il governo Monti e il mondo cattolico potrebbe rivelarsi ben presto per quest’ultimo un abbraccio mortale. Ecco perché sarebbe opportuna maggior sobrietà da parte dei vescovi quando si tratta di affrontare questioni meramente politiche e più coraggio e tenacia quando si dibatte su problemi fondamentali come la vita, la famiglia e l’istruzione.    

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