Newt is back!

By Redazione

novembre 18, 2011 Esteri

Mentre indignati e polizia se la danno di santa ragione davanti a Wall Street, un fantasma si aggira tra le pieghe delle primarie repubblicane. E’ un fantasma che viene da lontano, ha i capelli bianchi, trascorsi esaltanti ma anche estremamente problematici (“his baggage has baggage” ha scritto Joan Walsh su Salon) e l’innata capacità di apparire più intelligente di qualsiasi interlocutore con cui abbia a che fare. Si tratta di Newt Gingrich, lo Speaker repubblicano della Camera diventato celebre grazie al Contract with America e per la relazione extra-coniugale intrecciata (con quella che sarebbe poi diventata la sua terza ed attuale moglie, Callista) proprio mentre cercava di organizzare l’impeachment ai danni di Bill Clinton per lo scandalo Lewinsky. Newt, una delle figure più affascinanti (e più discusse) della politica a stelle e strisce, è recentemente approdato nellatop-tier dei candidati repubblicani alle primarie, grazie a una serie – per certi versi inaspettata – di ottime performance nei sondaggi.

Dopo essere scivolato in singola cifra nella scorsa primavera, i numeri di Gingrich a livello nazionale non si erano mai schiodati da livelli estremamente modesti, che lo avevano relegato quasi subito nelle posizioni di rincalzo. A questo andamento zoppicante si era aggiunta una mezza rivolta del suo staff, che accusava la moglie Callista di avere troppa influenza nell’elaborazione della campagna elettorale. A ridare fiato alla sua candidatura, però, ci ha pensato l’inizio della stagione dei dibattiti televisivi. Nel corso di questi confronti, infatti, Newt ha seguito una strategia molto diversa da quella dei suoi concorrenti. Mentre Romney, Perry, Bachmann e poi Cain si accapigliavano l’uno contro l’altro per la gioia dei conduttori e dei commentatori liberal, Gingrich sceglieva proprio i mainstream media e le domande idiote dei dibattiti (oltre, naturalmente, a Obama) come bersaglio delle sue invettive. Alla lunga, questa strategia ha iniziato a dare i frutti sperati.

Al resto, naturalmente, ci hanno pensato gli altri candidati (come nel caso del crollo di Perry), i media tradizionali (come nel caso degli “scandali sessuali” di Cain) o un “combinato disposto” di questi due fattori (come nel caso della Bachmann). Fatto sta che Newt ha iniziato a salire nei sondaggi. E anche piuttosto in fretta. Secondo FOX News e Public Policy Polling, l’ex Speaker è addirittura balzato davanti a tutti, ma anche per CNN, Pew Research, Marist e CBS News Gingrich è ormai stabilmente sul podio insieme a Romney (inchiodato tra il 20 e il 25 per cento) e Cain (in brusco calo). Perry e Paul, appena sotto la doppia cifra, compongono la seconda fila dello schieramento .

Ora, la risalita Gingrich potrebbe anche essere frutto dell’ennesimo “flavor of the month”repubblicano che ha portato alla ribalta, presto o tardi, quasi tutti i contendenti (tranne Huntsman). Ma potrebbe anche essere il segnale di un cambio strutturale nella dinamica della corsa. Forse, con l’esperienza e le indubbie qualità intellettuali di Newt, i conservatori hanno finalmente trovato il loro anti-Romney. Se abbiano trovato anche un anti-Obama, questo è più difficile da pronosticare. Gingrich resta un personaggio polarizzante, odiato con forza dai liberal (e da molti indipendenti). Inoltre i suoi lati negativi saranno ingigantiti da un sistema mediatico molto attento ai difetti degli uomini politici repubblicani e totalmente insensibile ai difetti dei propri beniamini democratici. Già qualche piccolo “siluro” è stato lanciato contro il vascello di Newt 2012. E con ogni probabilità nelle prossime settimane assisteremo ancora a qualche fuoco d’artificio. Alla fine, la domanda è sempre la stessa: “Is Newt electable?”. Secondo Dick Morris, il repubblicano che salvò la presidenza Clinton dopo il 1994, la risposta è un sonoro”Hell Yes!”. E il suo è un punto di vista particolarmente interessante. “Se Newt fosse il candidato – si chiede Morris – potrebbe essere affondato dai suoi passati problemi personali? Lo feriranno, su questo non c’è dubbio. I suoi matrimoni saranno dissezionati dai media, la sua famiglia inondata di domande e trappole ben confezionate. I suoi numeri nei sondaggi caleranno, soprattutto all’inizio di questo battesimo del fuoco. Come Cain, Gingrich sperimenterà qualche brutta settimana. Ma, proprio come Cain, i suoi punti di forza lo aiuteranno a passare attraverso il fuoco mediatico per approdare dall’altra parte. E dopo essere sopravvissuto a questo processo, Newt sarà immune a tutto. Questo è il nocciolo del problema di Obama: tutti i candidati republicani saranno così intensamente esaminati (e purificati) dalla brutalità del processo che, una volta conclusa la stagione delle primarie, saranno immuni a qualsiasi attacco organizzato nell’autunno del 2012”.

Tra qualche mese scopriremo quella di Dick Morris è una previsione esatta o soltanto la pia speranza di un analista anti-obamiano. Nel frattempo, prepariamoci ad assistere allo “spettacolo” del tentato omicidio mediatico di cui, con ogni probabilità, sarà vittima il vecchio leone repubblicano. Newt is back!

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