Generazione Rosemary’s baby

By Redazione

novembre 18, 2011 politica

Alla fine la morde, la vampirizza, la avvelena, la rende uguale a sé. Per salvarle la vita. Una specie di “Rosemary’s baby” per teenager. Se la volessimo ridurre all’osso l’essenza di “Twilight breaking down – La fine è solo l’inizio”, ultimo, per ora, dei film e dei libri della saga di vampiri belli e famosi, scritta da Stephenie Meyer e messa sul grande schermo per la Eagle pictures da Bill Condon, con la sceneggiatura di Melissa Rosenberg, è tutta qui. Se invece vogliamo vedere la cosa dal punto di vista di un fan, in “The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte I”, Bella (Kristen Stewart), Edward (Robert Pattinson) e le persone a loro care, devono affrontare le conseguenze generate dal loro matrimonio, dalla romantica luna di miele e dalla tumultuosa nascita della loro bambina, che porterà  Jacob Black (Taylor Lautner), il licantropo innamorato di Bella e rivale di Edward, a coltivare reazioni di amore ed odio per la creatura in arrivo. 

Isabella Marie Swan e Edward Anthony Masen Cullen insieme alle loro rispettive famiglie hanno mandato le partecipazioni alle loro nozze. E il film si apre con uno Jacob che scarta l’invito, si incazza, si trasforma in lupo e comincia a correre verso il luogo delle nozze.  La lista di invitati alle “magiche” celebrazioni comprende un affascinante mix di vampiri, licantropi e umani che offrono una serie di informazioni sul passato dei Cullen e su ciò che potrebbe compromettere il loro futuro. Il  lieto evento mostrerà al pubblico una carrellata di reazioni emotive da parte di tutti i loro ospiti. Le nozze di Bella e Edward faranno cambiare ogni cosa. Edward conduce la sua sposa sull’Isola di Esme, in Brasile e, nonostante i tentativi per resistere alle tentazioni della carne, la perfetta luna di miele si conclude con epici amori tra umani e vampiri e con una gravidanza non poi così inaspettata. Considerato un miracolo da alcuni, una disgrazia da altri, scartato l’aborto, perché ‘sti vampiri so pure integralisti cattolici,  l’avvento della nascitura di cui si ignora la natura esatta  fa mutare le alleanze e minaccia di sgretolare legami all’interno della famiglia, delle amicizie, del branco dei lupi e del clan degli stessi Cullen. Quando Bella decide di continuare a portare in grembo la forte e misteriosa bambina che cresce velocemente dentro il suo corpo sempre più emaciato, i suoi cari sono in dubbio sulla duplice natura umana e vampira della nascitura.

A questo punto il film si trasforma proprio in una caricatura mal riuscita di “Rosemary’s Baby”, il capolavoro del primo Roman Polansky, e tutta la trama si focalizza sull’attesa di questa creatura. Naturalmente il parto è bestiale e Bella praticamente muore, così per resuscitarla dagli inferi vampireschi, Edward, che non la aveva mai voluta mordere fino ad allora, è costretto a farlo. Anche per non incorrere nell’ira funesta di Jacob, il licantropo, leale contendente in amore con lui per Bella. Totale: dopo un lungo carosello di respirazioni bocca a bocca, di massaggi cardiaci tipo medico in famiglia, di effetti speciali in cui il sangue del vampiro fluisce nei neuroni della umana in coma apparentemente irreversibile, finalmente Bella si risveglia vampira, con gli occhi rossi, con urlo come quello della Thurman in “Pulp fiction” dopo essere stata siringata di adrenalina nel cuore da John Travolta per salvarla da un’overodose di eroina, sniffata dopo averla scambiata per cocaina. 

E il film finisce lì, prefigurando una futura carriera vampiresca per la figlia dello sceriffo. So che lo andrete comunque a vedere, ma io avevo il dovere morale  di avvertirvi su ciò che vi aspetta. E dopo il doppiaggio italiano sarà anche peggio.

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