Tutti gli uomini del Presidente

By Redazione

novembre 17, 2011 politica

Habemus elenco.Due giorni fa il governo Monti ha giurato promettendo fedeltà alla Repubblica davanti al capo dello Stato. Diciassette i ministeri con tre donne nei punti chiave di  Interni, Giustizia e Lavoro. Una domanda ora nasce spontanea : chi sono queste persone che, fino a poco tempo fa, erano ignote a gran parte dell’opinione pubblica? Un primo commento a caldo, prima di analizzare la vera essenza dei “personaggi”, porta a pensare che il Professor “Senator” Monti ha fatto un buon lavoro. Andando a fondo infatti scopriamo come il governo sia stato composto in maniera  “chirurgica” al fine di non scontentare le parti politiche (gioco forza messe in secondo piano) rispetto  la vera mission: recuperare credibilità in Europa.

Per questo Monti ha atteso più del dovuto: bisognava sistemare la scacchiera in modo da non creare attrito tra le esigenze politiche commisurate alla nostra condizione economica. Ancora non ci è dato sapere se questo governo potrà avere risultati positivi sui “mood” dei mercati e dell’Europa (molto dipenderà dal programma e dalla lobby), ma senza dubbio il vecchio detto “chi ben comincia è a metà dell’opera” sembra calzare perfettamente. Mario Monti sapeva che non sarebbe bastato un programma di riforme: c’era infatti bisogno di scegliere persone, non solo brave nel loro mestiere, ma conosciute e credibili all’estero in modo che potessero anche agire dal punto di vista diplomatico.

La longevità che potrà avere questo governo – uno dei temi caldi di questi giorni – è un problema secondario e poco interessante. C’è invece da capire il programma – non più procrastinabile – e sopratutto il background degli uomini chiamati in “prima linea”, in un momento storico estremamente critico per l’Italia e, in egual modo, per tutta l’Europa. Ed in tal senso è importante evidenziare come il novanta percento delle persone scelte rispecchia il mondo ed i “poteri” in cui ruota il nuovo Presidente del Consiglio con delega all’economia. Questo ci servirà per capire non solo di cosa parliamo ma anche in che  gioco stiamo giocando dato che ci troviamo di fronte a tecnici con una enorme caratura politica.

Vediamoli allora i nostri nuovi ministri:

Giulio Terzi di Sant’Agata – Ministro degli Esteri:

E’ stato ambasciatore a Washington dall’ottobre 2009; è un diplomatico con una enorme esperienza negli affari esteri (Onu, Nato); è stato Ambasciatore d’Italia in Israele tra il 2002 e il 2004. Inoltre , fra gli incarichi più importanti ha assistito il Ministro degli Esteri sui temi della sicurezza internazionale, in particolare relativamente ad aree geografiche quali i Balcani occidentali, il Medio Oriente, l’Afganistan, l’Africa Orientale. Probabile una sua “collocazione” politica in area PdL.

Anna Maria Cancellieri – Ministro dell’Interno:

Ha lavorato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri; funzionario al ministero dell’Interno. Inizia poi la sua carriera di prefetto, che la porta a Genova,  Vicenza, Brescia, Bergamo e Catania. Spesso è stata soprannominata “Lady di Ferro” per la sua risolutezza. Probabile “collocazione” politica UDC (quando furono indette le elezioni per la nuova giunta a Bologna nel 2010 – dopo lo scandalo Cinzia gate – si era anche parlato di una sua possibile candidatura a sindaco proprio per l’Udc )

Paola Severino – Ministro della Giustizia:

E’ avvocato ed ha ricoperto diverse cattedre importanti in Diritto penale (L.U.I.S.S. “Guido Carli” – Università degli Studi di Perugia). Dal 1990 in poi è diventata uno degli avvocati di punta di molti grossi gruppi industriali italiani, banche ed associazioni di categoria. Probabile collocazione in area Confindustria

Ammiraglio Gianpaolo di Paola – Ministro della Difesa

Attuale presidente del Comitato militare della NATO. Fra gli incarichi più importanti è stato  capo di stato maggiore della difesa dal 10 marzo 2004, fino all’11 febbraio 2008. Nel suo complesso è probabilmente uomo di espressione nord americana ( non ha potuto giurare perché impegnato in missione a Kabul )

Corrado Passera – Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti

Uno dei grandi uomini di spicco della classe dirigente e  finanziaria italiana (CIR, Mondadori, Gruppo Espresso, Banco Ambrosiano Veneto, Poste Italiane, Banca Intesa). E’ tra gli artefici del processo che ha portato all’integrazione di Banca Intesa e Sanpaolo IMI dando vita a Intesa Sanpaolo. Certamente uomo di espressione del potere finanziario

Corrado Clini – Ministero dell’Ambiente

Funzionario pubblico di lunga data ha collaborato con l’uscente ministro Prestigiacomo. Dal 1991-2000 è stato Direttore Generale del Servizio Prevenzione dell’Inquinamento Atmosferico e acustico nelle industrie. Dal 2000-2011 è stato Direttore Generale della Protezione Internazionale dell’Ambiente. Probabile collocazione in area PdL.

Elsa Fornero  – Lavoro e politiche sociali

Altra “lady di ferro” è forse la meno “politica” di tutti i ministri. Allieva di Onorato Castellino, economista di punta del sistema previdenziale italiano. Un curriculum eccezionale: Vicepresidente del Consiglio di Sorveglianza d’Intesa San Paolo e docente di Economia Politica presso la Facoltà di Economia dell’università di Torino; ha fondato il Cerp, Centre for Research on Pensions and Welfare Policies a Moncalieri e ha lavorato presso il Ministero del lavoro in ambito previdenziale. Difficile rimanere “scevri” dalla politica, soprattutto quando si ricoprono cariche così importanti, però in questo caso risulta difficile poter dare una collocazione.

Renato Balduzzi – Ministero della Salute

Senza dubbio il ministero meno “pesante” fra tutti quelli enunciati fino a questo momento, visto che i soldi, nell’ambito della Sanità, sono gestiti dalle Regioni.  E’ docente alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica; dal 1989 al 1992 è stato consigliere giuridico dei ministri della Difesa. Ha ricoperto l’incarico di capo ufficio legislativo con il ministro Rosy Bindi presiedendo la commissione ministeriale per la riforma sanitaria, e delle Politiche per la famiglia dal 2006 al 2008 . Probabile collocazione in area Pd.

Antonio Catricalà  – Sottosegretario alla presidenza del Consiglio

ha collaborato con l’ufficio legislativo della presidenza del Consiglio dei ministri ed è stato capo di Gabinetto e consigliere giuridico in molti ministeri; è stato segretario generale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e insegna a contratto Diritto dei consumatori all’Università Luiss Guido Carli. Molto vicino a Gianni Letta , probabile la sua collocazione in area Pdl.

Francesco Profumo – Ministero Università e Istruzione

Molti l’avevano confuso con l’omonimo Alessandro. In realtà, Francesco, per diventare ministro lascerà la presidenza del Cnr, il consiglio nazionale delle ricerche, assunta nell’agosto 2011. E’ professore ordinario di macchine ed azionamenti elettrici e professore incaricato all’Università di Bologna. È stato membro del consiglio di amministrazione di Unicredit Private Bank (dal 2008 al 2010), del Sole 24 Ore (dal 2007 al 2009) e di Fidia Spa (dal 2007 al 2010). Fa parte inoltre dal 2011 dei consigli di amministrazione di Telecom e di Pirelli. Probabile area di collocazione Pd.

Lorenzo Ornaghi – Ministro Beni Culturali

Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (al terzo mandato). Dal 1998 è membro del consiglio di Amministrazione del quotidiano Avvenire, di cui dal 2002 è vicepresidente. Scrittore studioso e saggista. Vicino agli ambienti di Cl, la sua probabile collocazione è in area Cei.

Piero Gnudi (Turismo e Sport)  e Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento).

Il primo, uomo della grande finanza, è titolare di uno studio commercialista con sede a Bologna e ha rivestito numerose cariche all’interno di consigli di amministrazione e di collegi sindacali di importanti società italiane. Dal 1994 ha fatto parte del consiglio di amministrazione dell’Iri ricoprendovi l’incarico di sovrintendere alle privatizzazioni nel 1997, presidente ed amministratore delegato nel 1999 e presidente del comitato dei liquidatori nel 2002. Fa anche parte del direttivo di Confindustria. Il secondo invece è professore e funzionario di altissimo profilo sempre nel settore finanze ove ricopre, e ha ricoperto, importanti posizioni, sia nel pubblico sia nel privato. Entrambi possono essere probabilmente inquadrati in area Pd.

Enzo Moavero Milanesi (Delega agli Afferi europei) e Andrea Riccardi (Cooperazione internazionale e integrazione)

Il primo è avvocato ed è un uomo di Mario Monti (ha collaborato col nuovo Presidente del Consiglio nove anni in Europa). Ha sempre lavorato a Bruxelles salvo come consigliere (per pochi anni) dei governi Amato e Ciampi. Nel 2002, nel pieno del mandato di Monti alla Concorrenza, viene nominato segretario generale aggiunto della Commissione Europea; dal 2005 al 2006 è direttore generale dell’Ufficio dei Consiglieri per le Politiche Europee della Commissione e, fino a poche ore, fa  presiedeva in Lussemburgo come giudice del Tribunale di primo grado della Corte di Giustizia della Ue. Il secondo è invece uno storico italiano, ordinario di Storia contemporanea presso l’ Università degli Studi Roma Tre, studioso della storia della Chiesa e fondatore, nel 1968, della Comunità di Sant’Egidio. Il suo ministero è quello meno pesante fra tutti quelli senza portafoglio perché  gestirà “tre soldi” prima collocati al Ministero degli Esteri. Probabile quindi che tale posizione sia un “contentino” presso gli ambienti ecclesiastici.

Fabrizio Barca, Ministro della Coesione Territoriale

Un vero colpo di genio di Mario Monti. Barca è un importante funzionario degli apparati di Stato; è in attività come docente nelle Università di Siena, Bocconi, Roma ‘Tor Vergata’, Modena, Urbino ed è capo del dipartimento delle Politiche di Sviluppo del ministero dell’Economia e delle Finanze. La cosa interessante di questo ministero è che “Coesione Territoriale” fa rima con “fondi europei”. Prima della nomina Barca infatti stava scrivendo, insieme ai suoi colleghi a Bruxelles, i fondi strutturali europei per il 2014. Tutto lascia pensare ad un suo impiego nel recepire tali risorse e a poco conta sapere dell’area di collocazione politica vista la funzione di “fund raising”.

Questo è il “miracolo italiano” di Mario Monti, un miracolo composto pezzo per pezzo, come un grande straordinario puzzle, che mette d’accordo davvero tutti (o quasi). Ora il compito più difficile: fare uscire il Paese dal bailamme finanziario in cui è precipitato. Tutti sorridono per il momento, il difficile sarà farli continuare a sorridere.

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