Il nuovo ministro degli Esteri

By Redazione

novembre 17, 2011 politica

È inutile negarlo: negli ultimi trent’anni l’Italia ha gestito in maniera pessima la propria politica estera e non tanto per una mancanza di credibilità internazionale, quanto piuttosto per una malattia tutta italica che ha spesso messo in secondo piano le relazioni con gli altri paesi, concentrandosi esclusivamente sulla politica interna. Ci siamo fatti spesso cadere addosso le decisioni degli altri senza mai imporre una nostra linea – il caso Libia ne è un esempio – ed ora ne paghiamo le conseguenze.

Oggi, grazie al Governo tecnico composto dal primo Ministro Monti, alla Farnesina sederà un diplomatico di lungo corso, da oltre trentacinque anni alle dipendenze proprio del Ministero degli Affari Esteri: il sessantacinquenne Giulio Terzi di Sant’Agata.

Terzi, nato Bergamo il 9 giugno 1946, ha iniziato la sua carriera istituzionale come membro del Cerimoniale della Repubblica e da allora ha proseguito la sua brillante ascesa in giro per il mondo. Il suo primo incarico all’estero risale al 1975, quando fu nominato Primo Segretario agli Affari Politici presso l’ambasciata italiana di Parigi. Ha successivamente assistito il ministro degli Esteri sui temi caldi della sicurezza internazionale, con particolare riguardo per aree geografiche quali i Balcani occidentali, il Medio Oriente, l’Afghanistan e l’Africa Orientale e durante la Presidenza Italiana dell’Ue (luglio-dicembre 2003), mentre ricopriva l’incarico di ambasciatore in Israele, si è adoperato per rafforzare le relazioni tra UE ed Israele e si è speso affinché Gerusalemme ed Anp rinnovassero il proprio impegno a sostegno della road map.

Il neo ministro degli Esteri ha inoltre numerosi trascorsi all’interno di organizzazioni internazionali quali Consiglio Europeo, Nato, G8, Osce e soprattutto Onu. Ha ricoperto il ruolo di “numero due” della rappresentanza italiana all’Onu nel periodo 1993-1998 (periodo nel quale l’Italia ebbe anche il seggio al Consiglio di Sicurezza) e nel biennio 2008-2009 (durante l’ultimo periodo del successivo biennio italiano come membro non permanente del CdS) fu a capo della stessa rappresentanza permanente. Nel corso di quest’ultimo mandato si è impegnato nelle questioni umanitarie e nella protezione dei civili nei conflitti con particolare riguardo per l’Afghanistan ed è stato in prima fila nei negoziati per la riforma delle Nazioni Unite.

Terzi di Sant’Agata è stato inoltre rappresentante italiano alla Nato in una fase cruciale della storia dell’Occidente, caratterizzata dalla riunificazione della Germania e della prima guerra del Golfo, e gode già di esperienza all’interno della Farnesina dove ha servito come Vice-Segretario Generale, Direttore Generale per la Cooperazione Politica Multilaterale e Diritti Umani e Direttore Politico. L’ambasciatore è particolarmente attento alla promozione del commercio e della cultura italiana (importanti le sue iniziative durante l’Expo di Vancouver del 1986, quando ricopriva il ruolo di Console Generale nella città canadese), nonché a tematiche come la proliferazione nucleare, il terrorismo e i diritti umani, di estrema attualità nella discussione internazionale di questa fase storica.

Insomma, un uomo che sembra avere il know how per affrontare gran parte dei temi principali dell’agenda politica internazionale. Resta solo da vedere se sarà in grado di riportare l’Italia ai tavoli politici più importanti del pianeta per tornare protagonista a livello internazionale.

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