Montstyle!

By Redazione

novembre 16, 2011 politica

Sobrietà, la impone la situazione del Paese. Austerità, ce la impongono le cause esterne che stanno economicamente flagellando l’Europa. E in tutto ciò Mario Monti sembra a casa e non soltanto per la perizia nelle materie economiche. Uno stile sobrio il suo, mai sopra le righe. Una moglie che ricorda Clio Napolitano, presente ma con un bel caratterino. Una quasi timidezza di fronte alle telecamere e ai giornalisti. “Ma dopo che si calmerà tutto il caos dei primi giorni tutto questo finirà, vero?”, sembra chiedersi e chiederci il neo-premier, ogni volta che si chiude un incontro con la stampa o che semplicemente viene raggiunto anche durante i momenti di non lavoro. Battuta dopo aver ricevuto l’incarico da Napolitano: “Ecco, visto che il lavoro è tanto, io vi saluterei…” e fa per andarsene. Non conosciamo il repertorio di facezie e barzellette di Monti, qualcuna la saprà e ha già dimostrato di avere senso dello humor, ma non è il caso di sfoggiarle in pubblico, nè di dirne di rozze o di sfacciate.

Sembra quasi calato lì a forza, l’uomo che dovrà salvare l’Italia. Come un bambino determinato ma timido, che sa quel che fa e che lo vuole far vedere con i fatti, ma che si intimidisce ad essere esposto davanti a qualche zio sconosciuto venuto da lontano. Mario Monti dà quell’impressione del professore universitario severo ma buono, pronto a dare sempre quella spiegazione in più. Di quelli disponibili con i propri studenti, anche se pongono sempre la stessa identica domanda sul programma d’esame. “Professor Monti, cosa dirà alle parti sociali? Toccherete le pensioni?”, e lui sempre pronto a rispondere, con calma, con garbo. Addirittura, nella conferenza stampa di martedì scorso, un caloroso ma sempre garbato saluto al Presidente del Senato Schifani, a tutto lo staff di Palazzo Giustiniani, che ha ospitato le consultazioni del premier incaricato con le forze politiche.

Uno preparato, il Monti. Uno che dà sempre le risposte giuste, senza proclami, senza promettere. Uno in grado, per quanto possibile, di rassicurare: “Ci saranno sacrifici, ma non sarà lacrime e sangue”. Candidato, si metta seduto, iniziamo l’esame, si rilassi, se si innervosisce risponde peggio e non andrà oltre il ventidue. Non c’è propaganda politica in Monti: così deve comportarsi un primo ministro tecnico, un tecnico che ha scelto tecnici. Calmo, garbato, gentile, ma sempre diretto, mai nascosto dietro qualche ridotta: ricorda Prodi, ma con più incisività. L’ex leader del centrosinistra era bersaglio di Corrado Guzzanti e del suo “esser sempre fermo lì, buono, come un semaforo. Sotto accade di tutto, io rimango immobile lì”. Monti no, è uno che non sembra proprio un semaforo, porta avanti tutto in modo spedito ma lo dà a vedere solo quando vuole. La calma è la virtù che rende saggi e fa compiere scelte ponderate, non una tattica politica.

In chiusura di conferenza un ringraziamento ai giornalisti, per la pazienza e l’attenzione dimostrata. L’ultimo premier non faceva altro che attaccarli, i giornalisti. Monti no, ne ha rispetto, vuole fare in modo che anche l’informazione diventi più responsabile e meno faziosa. L’opposto di Silvio. Non sapremo dove ci porterà. Sappiamo però che ce lo comunicherà sempre con eleganza, educazione, serietà, rigore. Un altro modo di comunicare. In tre parole: un altro stile.

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