…Ma andrà di corsa

By Redazione

novembre 16, 2011 politica

Undici ministri con portafoglio e cinque senza. Un esecutivo più che snello per andare “di corsa”, come ha detto lo stesso Mario Monti leggendo ai giornalisti la lista dei suoi ministri. Ma anche per rispondere alle “premure” dei mercati che sembrano non curarsi troppo delle alchimie del governo e hanno tenuto l’indice di borsa a Milano e lo spread in altalena tutto il giorno, con lo spread – in particolare – a livelli più che preoccupanti, subendo anche gli umori internazionali e la pressione sulla Francia. Monti ha detto di voler essere “rassicurante” anche per i mercati e dovrà trovare argomenti convincenti in fretta. 

Intanto si è dotato di una macchina agilissima in grado di correre anche in politica. Si è disquisito tanto di esecutivo tecnico o politico: i lunghi tempi di gestazione della lista questa mattina con Giorgio Napolitano nella Palazzina al Quirinale ha mostrato in modo inequivocabile che questo è il “governo del presidente”. Composto da tecnici è attentissimo agli equilibri del potere politico. Non è un caso che tutti i rappresentanti di diversi partiti interpellati da Reuters subito dopo la lettura della lista, si sono detti “entusiasti” dell’elenco. Ciascuno aveva qualche motivo per apprezzare in modo particolare questo o quel ministro. Lo stesso Monti ha detto di essersi reso conto che “tenere fuori” i politici alla fine fosse la scelta migliore per averli tutti più vicini. Il neo presidente del Consiglio ha capito che gli scontri feroci tra le varie fazioni impongano per loro una moratoria, un periodo di decantazione per aiutarle ad uscire da “una fase di dialettica molto vivace”. 

Questa scelta, ha detto Monti, dovrebbe favorire “un solido radicamento in Parlamento” e ha capito in fretta che è fondamentale per la sopravvivenza del suo esecutivo. 

È un fatto che gli deve essere apparso chiaro ed evidente fin da subito – o gli è stato detto in maniera esplicita da Napolitano – visto che il rapporto con il Parlamento è stato il ritornello citato come un mantra nelle dichiarazioni alla stampa del presidente della Bocconi in questi ultimi giorni. Per far funzionare al meglio questa macchina ha scelto due piloti di provata esperienza. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio è Antonio Catricalà, attuale garante Antitrust, quindi con una formazione anche professionale molto simile a quella di Monti in modo da accrescere la simbiosi fra i due uomini. Catricalà a Chigi è stato segretario generale, conosce quel palazzo quasi quanto Gianni Letta e sicuramente ritroverà le sue impronte digitali nei vari ventricoli del cuore pulsante del governo. I ministri meno esperti potranno trovare in lui il consigliere e l’indirizzatore, il punto di riferimento. 

L’altro copilota della macchina da corsa di Monti è il ministro dei Rapporti con il Parlamento: Piero Giarda è stato il sottosegretario al Tesoro che ha gestito alcune delle Finanziarie più delicate degli ultimi 16 anni, quelle dell’ingresso dell’Italia nell’euro, delle manovre di rigore per fare rientrare un’Italia spendacciona e dalle tasche bucate nei teutonici parametri di Maastricht. Sa tutto sui trucchi e i trabocchetti che possono celarsi dietro una innocua virgola buttata apparentemente a caso nell’ultimo degli emendamenti e dovrà rispolverare questa sua esperienza. Conosce personalmente molti parlamentari di ogni schieramento. Catricalà e Giarda sono due grandi tecnici, grandi tecnici della politica. 

Se avessero poi bisogno di qualche consiglio potranno rivolgersi a un loro collega che i meandri della politica li conosce come loro, Piero Gnudi (ministro del Turismo e dello Sport) o a uno più giovane, Fabrizio Barca (le sue impronte digitali sono facilmente rintracciabili al secondo piano del ministero dell’Economia nel corridoio che sbuca davanti alla stanza del ministro), che dovrà curare i rapporti con quel mondo più vasto della politica e della società che ha il Parlamento come riferimento e Regioni ed Enti locali come sede. 

E’ un governo che più tecnico non si può, ma difficile trovare tecnici a così alta caratura politica. Napolitano, alla cerimonia del giuramento nel salone degli Specchi questa sera alle 17, potrà pure lasciarsi sfuggire un sorriso specchiandosi nella sua creatura. Ne ha facoltà.

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