Crolla l’alibi dello spread

By Redazione

novembre 16, 2011 politica

Lo spread tra titoli italiani e tedeschi continua inesorabilmente a crescere facendo emergere una totale mancanza di fiducia della finanza internazionale nel governo italiano. Pare dunque evidente che lo sguardo critico non fosse rivolto esclusivamente all’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, quanto piuttosto al sistema italiano tout-court. È evidente come, ancora una volta le opposizioni si siano aggrappate al lavoro degli speculatori finanziari per abbattere il governo democraticamente eletto.

Molti non considerano il fatto che l’ascesa dello spread, che interessa numerosi paesi dell’eurozona, non è dovuta semplicemente all’ascesa dei titoli di stato dei paesi “in crisi”, ma anche al minimo record di rendimento fatto registrare proprio dai bund della Germania, il creditore pubblico più affidabile per eccellenza, attualmente ben al di sotto del 2%.

Aspetto che non fa altro che confermare come l’intera eurozona sia di fatto “governata” dal leviatano Sarko-Merkel, una sorta di mostro a due teste che ha letteralmente allungato i tentacoli su gran parte dei paesi europei condizionandone a proprio vantaggio anche la vita politica. All’orizzonte emerge un’arma in grado di sconfiggere questo mostro. Nelle ultime ore, infatti, anche lo spread francese ha avuto una brusca impennata schizzando ben oltre i 200 punti. Questo potrebbe in qualche modo mettere a dura prova l’asse Parigi-Berlino e far sì che l’Eliseo, dopo aver tirato sassate a Palazzo Chigi, si trovi presto nella condizione di dover “allearsi” con Roma proprio in chiave anti-tedesca. Un eventuale crollo dell’economia francese darebbe il colpo di grazia all’ormai sempre più critica crisi del debito europea.

Ma su chi ricadono realmente le colpe? Sembra incredibile a dirsi, ma osservando gli avvenimenti degli ultimi mesi pare che la principale responsabile dell’eurocrisi sia proprio il cancelliere tedesco Angela Merkel la quale ha spinto l’Europa verso politiche degne di una tragedia greca. Il tutto ha avuto inizio nell’ottobre del 2010 a Deauville, piccolo paesino della Normandia, quando la Merkel  diede di fatto inizio a quella che attualmente sta assumendo i connotati di una catastrofe. In quell’occasione fu rilasciata una dichiarazione comune con la quale veniva chiesto ai privati di subire perdite sui titoli di Stato europei posseduti. Tale iniziativa non solo fece crollare il precetto per cui i titoli di Stato europei dovrebbero essere privi di rischi (e quindi adatti ad investitori privati quali banche ed investitori) ma innescò un vero e proprio effetto domino fatto di continue mosse distruttive da parte del cancelliere tedesco. Mosse volte ad “educare” i paesi privi di disciplina ma che, nel giro di pochi mesi, si sono ritorte contro l’intero sistema europeo colpendo anche i paesi con  il massimo del rating tra cui proprio la Francia che ha avallato le sciagurate posizioni della Germania.

In buona sostanza il tentativo della Merkel di imporre comportamenti virtuosi ai paesi dell’eurozona ha finito per trasformarsi in una sorta di strategia autodistruttiva di cui tutti gli europei pagano le conseguenze.

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