Se questa è tolleranza

By Redazione

novembre 15, 2011 Cultura

Dicono che in Europa c’è libertà religiosa. Formalmente è vero. Nessuno infatti viene ufficialmente discriminato in base al proprio credo. Tuttavia, nei fatti, ci sono figli e figliastri e vengono usati due pesi e due misure. Prendendo ad esempio le tre grandi religioni monoteiste, non è difficile notare le differenze di trattamento che vengono riservate loro.

Sugli ebrei e sull’ebraismo in genere non è ammessa alcuna critica e alcuna irrisione. Chiunque tenti di scherzare sull’argomento potrebbe essere denunciato di essere un filo-nazista o, alla meglio, un antisemita. E dunque si tace.

Sull’islam e i musulmani, qualcuno ha osato e osa fare satira e contestare alcuni aspetti della fede, suscitando reazioni anche violente. È successo con le vignette danesi pubblicate nel 2006, con i libri di Oriana Fallaci e, da ultimo, con il noto settimanale satirico francese “Charlie Hebdo”, da tempo schierato contro i fondamentalisti islamici. Ebbene, in tutti questi casi sono piovute pesanti accuse di xenofobia. Addirittura, alcuni giorni fa, la redazione del Charlie Hebdo è stata incendiata e il suo sito web hackerato. Nel 2006 tutti ricordano le violente proteste di mezzo mondo musulmano alla pubblicazione delle vignette ironiche su Maometto e al bellissimo discorso di Benedetto XVI a Ratisbona. L’islam non perdona, non ammette critiche e si ribella con la forza. E l’Occidente libero e liberale rimane in silenzio, vergognandosi, chiedendo scusa e arrivando persino a giustificare le reazioni islamiche.

Se si osserva invece il modo con cui i mass media e i governi si rapportano al cristianesimo e in particolare ai cattolici e alla Chiesa di Roma, ci si accorge che l’approccio è completamente diverso. Sul Papa e sul mondo cattolico si può dire di tutto, perché c’è la sicurezza che le gerarchie ecclesiastiche e i fedeli non reagiranno mai. Qualora lo facessero, verrebbero pubblicamente additati come pazzi fanatici da rinchiudere in galera. È quel che è accaduto nei giorni scorsi a un gruppo consistente di cattolici militanti parigini, che hanno manifestato contro uno spettacolo teatrale, blasfemo e provocatorio, del regista italiano Romeo Castellucci. L’opera è stata duramente contestata, ma con mezzi assolutamente pacifici e legali. Eppure i giornali progressisti, francesi e italiani, hanno prontamente accusato i manifestanti di integralismo, quasi fossero un pericolo per la società. Insomma, sembra sia lecito schiaffeggiare la Chiesa e Gesù Cristo, ma non consentire ai fedeli di esprimere liberamente la loro protesta e la loro opinione. È la classica ipocrisia di matrice illuministica. Il dramma è che persino i vescovi francesi hanno scelto la strada del cerchiobottismo: non hanno approvato lo spettacolo blasfemo, ma hanno pure criticato chi è sceso in piazza.

Quali conclusioni trarre? Le strade possibili sono due. O si mette in discussione ogni credo religioso, accettando però le critiche provenienti da chi si sente offeso, oppure più semplicemente si evita di far satira su quanto di più sacro hanno le persone. Tuttavia, non è possibile ignorare un fatto. I musulmani per protestare usano le bombe e gli incendi, i cristiani al massimo fanno qualche marcia. E ancora: i fondamentalisti islamici hanno dato prova già in passato di imporre il proprio credo con la forza e di rifiutare ogni tipo di integrazione, mentre i cristiani non hanno mai creato problemi. Forse è il caso di riflettere un po’ e di ripensare il rapporto dell’Occidente con la religione che l’ha plasmato e reso grande nel mondo. E gli stessi cattolici italiani dovrebbero prendere esempio dai loro fratelli parigini, perché di fronte agli attacchi striscianti alla fede, non è ammissibile rimanere in silenzio e con le mani in mano.    

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *