Lettera a un elettore del Pdl

By Redazione

novembre 14, 2011 politica

In questi giorni da fine di un’epoca sei il più triste, il più irritato. Ed è comprensibile. Tu che hai messo la crocetta sul nome di Berlusconi tre anni e mezzo fa ti senti vittima di una frode. Via un premier diventato tale con i voti, ne arriva un altro per cooptazione del Quirinale, con la regia di paesi e istituzioni economiche straniere. E’ andata così. Ed è storicamente vero che il centrodestra ha subito sulla sua pelle due ribaltoni. Nel ’94, quand’era al governo, e nel ’98, all’opposizione. In entrambi i casi volevate le elezioni anticipate. Le vorreste anche ora. Ma questo non è un ribaltone, né un momento paragonabile agli altri due. Pensaci. Hai visto i sondaggi? D’accordo, l’adrenalina della campagna elettorale non ha prezzo. E il Cavaliere sa (sapeva?) cavalcarle come nessun altro. Ma quante possibilità credi ci siano di rimontare i 10 punti in più con i quali il centrosinistra vi guarda dallo specchietto retrovisore? E’ la vittoria del trio di Vasto che desideri?

Dici: Silvio è stato sconfitto da una guerra preordinata, quella dello spread. Lascia perdere. I numeri del nostro debito e del nostro Pil non vengono dall’estero, e sono insostenibili. Chiedi: come faranno a sinistra a ingoiare le misure Monti targate Bce? Innanzitutto vediamole, queste misure (e speriamo di vederle). Considera però che, giochi di corrente e leader a parte, il Pd, nel suo provvidenziale cinismo, lo sa. Ha bisogno di Monti come del pane. Perché se andasse a palazzo Chigi domani non potrebbe, viste le sue alleanze, fare quel che è necessario. Con la conseguenza che, se pure l’esecutivo progressista non implodesse com’è sempre successo, passerebbe alla storia come quello che ci ha accompagnato lungo gli ultimi metri prima del baratro.

Riforma delle pensioni, liberalizzazioni, privatizzazioni. Questo, a oggi, dobbiamo accreditare al curriculum di Monti (che sia chiaro, non è un semidio. Solo un signore con delle credenziali un po’ diverse dagli altri). Non è quanto Berlusconi ha sempre promesso? Di chi è la colpa se non l’ha fatto? Obietti: già si parla di patrimoniale. Hai ragione a storcere il naso. Ma potrebbe essere un indispensabile lasciapassare politico per portare a termine le riforme più propriamente liberiste che forse ci salveranno. Anche il Cav e Tremonti hanno finito per mettere le mani in tasca agli italiani, in maniera non trascurabile. Se si governa all’insegna dell’immobilismo, si finisce là. E come stiamo vedendo, nemmeno basta.

Infine, rifletti: tu ti accalori ma Silvio ha detto sì a Monti. L’ha fatto per sé. Tu fallo per te, e per tutti noi.

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