Hello, Mr Monti

By Redazione

novembre 14, 2011 politica

Mario Monti, fresco di nomina per la formazione del nuovo esecutivo dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi, sembra essere particolarmente amato a livello internazionale. Almeno questo è quello che si evince a leggere le reazioni sui media internazionali alla notizia dell’incarico dato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano all’ex Commissario europeo per il Mercato Interno, dal 1995 al 1999, e per la Concorrenza dal 1999 al 2004.

A farsi un giro sui siti internet delle principali testate internazionali ci si rende conto del risalto alla notizia, accolta nella quasi totalità dei casi come una panacea per i problemi italiani e, di conseguenza, per quelli europei, confermando che le dimissioni di Berlusconi rappresentano la fine di un’era per la politica del Bel Paese.

Il quotidiano britannico laburista “The Guardian” pone l’accento proprio sulla fine di un “era politica” titolando: “Monti proclama una nuova era per l’Italia” e attendendo con entusiasmo la formazione del nuovo gabinetto. Sempre rimanendo oltre Manica il conservatore “Daily Telegraph” dà il benvenuto all’ex commissario europeo titolando “Gli italiani danno il benvenuto al nuovo premier Mario Monti” dedicando poi una sezione del proprio sito internet a Silvio Berlusconi e alle sue dimissioni.

Spostandoci sul continente la musica non cambia. In Francia e Germania, i principali artefici della crisi politica italiana, la notizia delle dimissioni di Berlusconi  è stata accolta con grande entusiasmo dai media. Questa mattina sul sito internet di “Le Monde” capeggiava il titolo “Mario Monti, l’uomo che rassicura i mercati” mentre “Le Figaro” si è limitato ad un più sobrio “Monti prepara il nuovo governo italiano” domandandosi, però, che Italia sarà dopo Berlusconi. Sulla pagina web del “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, il più diffuso quotidiano politico tedesco che nei giorni scorsi ha definito il Presidente dell’Università Bocconi “uomo di destra e di sinistra”, la notizia d’apertura era dedicata  proprio all’Italia: “Monti incaricato di formare il governo”.

Di taglio diverso la discussione accesasi sui media spagnoli. Dopo l’iniziale entusiasmo manifestato dal quotidiano “El Pais”, sul sito internet del quotidiano iberico è tornata la preoccupazione per l’andamento delle borse con un articolo dedicato all’Italia: “Le borse crollano e l’Italia paga un prezzo record per il suo debito nonostante l’arrivo di Monti” a riprova del fatto che, probabilmente, i mercati non si fidano poi così tanto di quello che sarà il nuovo esecutivo italiano.

Anche oltre-oceano i media hanno dato ambio spazio alla notizia della nomina del nuovo primo ministro italiano. L'”International Herald Tribune” (l’edizione internazionale del “New York Times”) ha posto tra le principali notizie proprio quella dei lavori per la formazione del nuovo esecutivo con un pezzo dedicato al nuovo inquilino di Palazzo Chigi, definito  “Ben qualificato ma di fronte ad una strada in salita”, confermando il periodo di forte difficoltà che il nostro Paese sta attraversando. Discorso analogo viene affrontato dal “Washington Post” il quale si concentra però prevalentemente sull’avvicendamento tra Berlusconi e Monti senza esprimere giudizi di merito particolari a riguardo.

C’è invece chi, come il noto settimanale “Time”, manifesta non poche perplessità sull’esecutivo tecnico che l’Italia si appresta a formare. Nella sezione “Editor’s Pick” del sito internet del settimanale, infatti, appare un articolo dal titolo “Monti per il salvataggio: ma i tecnocrati saranno sufficienti a salvare l’Italia?” nel quale l’autore manifesta numerose perplessità sul futuro del nostro Paese lasciato nelle mani dei tecnocrati.

All’entusiasmo generale, dunque, si mischia anche qualche voce fuori dal coro. Ma al di là della reazione dei media internazionali e dell’apparente retromarcia dei mercati (che sembravano essersi ripresi dopo le dimissioni di Berlusconi) una cosa appare evidente. Laddove l’Ue è riuscita a mettere becco negli affari interni dei Paesi in crisi spingendo per governi alternativi a quelli usciti dalle urne, il potere è stato di fatto affidato alle istituzioni finanziarie. E’ il caso della Grecia, dove il nuovo Primo ministro Lucas Papademos è legato a doppio filo con l’ambiente bancario, essendo stato il neopremier vicepresidente della Bce dopo aver servito per anni come economista capo della Banca Centrale greca. Ed ora sembra che la stessa sorte tocchi anche all’Italia, dove l’incarico è stato dato ad un uomo le cui competenze in campo economico sono indiscutibili, ma che dal 2005  ricopre il ruolo di international advisor per la Goldman Sachs, una delle più importanti banche d’affari al mondo. Nonché principale responsabile della crisi finanziaria internazionale che sta mettendo il mondo in ginocchio. E’ quindi lecito domandarsi se sia l’uomo giusto per guidare il nostro Paese o se invece sarebbe il caso di tornare immediatamente alle urne, come avverrebbe in ogni democrazia che si rispetti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *