Io no

By Redazione

novembre 13, 2011 politica

Sabato. Ore 19.15: divano. Enrico Mentana sospende per circa 40 minuti il suo speciale. Ok, esco.

Prima tappa: via del Plebiscito, Palazzo Grazioli. Poca gente, oramai; unico ad attirare l’attenzione un tizio con la prima pagina del Time: “Fail”.

Seconda tappa: Quirinale. Tanta gente. I soliti noti: ragazzette ye-ye, montature rayban, i-pad e i-phone come se piovessero. Gabriele Paolini (ah ok, tutto a posto!), Sandro Ruotolo, Fulvio Abbate, Francesca Fornario, Flavia Perina , Gianfranco Mascia (strano), il popolo viola, le femministe del comitato “Se non ora quando”. Bandiere dell’Italia, dell’Europa, della Sardegna, della Pace, di Fli e di Rifondazione Comunista . Cartelli inneggianti al 12 novembre, nuovo 25 aprile. C’è anche un coro che intona l’Hallelujah. E’ come se un intero popol(in)o si fosse dato appuntamento qui, al Quirinale, al solo fine di dire “Io c’ero!”.

E chissenefrega se già domani sera arriverà l’odiatissimo Super Mario – Goldman Sachs Bildenberg Bocconi – Monti. Chissenefrega se Super Mario riformerà il mercato del lavoro, modificherà l’art.18, abolirà le pensioni d’anzianità, liberalizzerà tutto il liberalizzabile. Con buona pace del referendum di giugno. Meno tasse e meno stato? Chissenefrega. I discorsi della piazza sono raccapriccianti: banali, inutili, da vero popolino.

“Napolitano ci ha salvato da Berlusca!”.

“No, signora, guardi che il tutto non è poi così semplice – proviamo a rispondere – Napolitano probabilmente ci sta salvando dalla bancarotta finanziaria, e per farlo si affiderà alle competenze di un tecnico tutt’altro che di sinistra.” Niente, non si ascolta. Non importa. L’importante è esserci.

Ore 20.56: arriva Lui: “Buffone, galera, nano, mafioso, fuori la mafia dallo stato”. Bah. Monetine. 5000 contro 1. Barbarie. Ore 21.42: si è dimesso: champagne, brindisi, folla festante. Baci, abbracci, cori, Paolini fa le corna ovunque, parla con chiunque. E’ lui la vera star. Tutti felici? Va bene così? Andiamo a casa? Ma de che; “Tutti a Palazzo Grazioli! Stanotte nun deve dormì!”. Ore 23.00: Palazzo Grazioli, la festa continua. La polizia prova a liberare la strada per riaprirla al traffico. Leggera carica: “Vergogna, fascisti, servi, ribellatevi agli ordini!”. Provo a dire che stanno facendo semplicemente il loro lavoro, da cosa e da chi dovrebbero ribellarsi?. Nulla da fare, sono servi. Desisto. Gelato da Giolitti. Cioccolato fondente, mandorla e cocco. Unica nota positiva, finalmente. Macchina, casa. La peggior serata della mia vita. Eppure erano mesi che speravo il governo cadesse.

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