Euroipoteca sull’Italia

By Redazione

novembre 13, 2011 politica

Papademos e Monti sono due commissari inviati dall’Ue per curare gli interessi della tecno-burocrazia che degli aspetti storici, politici, culturali dell’Europa non gli importa nulla, ma che è interessata unicamente alla questione economica che lega i diversi Paesi tra loro. A favore di alcuni e scapito di altri.

Se chiedete a un qualsiasi trader di New York quale sia la sua opinione sul dissesto economico dell’Italia, l’unica risposta che avrete è che alla crisi delle banche Usa causata dai mutui sub-prime nel 2008, corrisponde l’attuale, minacciata, crisi delle banche Ue causata dal debito pubblico degli Stati membri. E tutti sanno che non è il debito pubblico dell’Italia a fare paura, ma la debole crescita economica dell’Europa, tra cui anche quella dell’Italia, che non è né Grecia, né Portogallo, né Spagna, né Irlanda, paradisi di carta fino a due anni fa ed ora incipienti bidonville, ma il terzo Paese industrializzato dell’Unione.

Le banche italiane non sono come le francesi e le tedesche, imbottite di bond greci, portoghesi e spagnoli, né sono come la Royal Bank of Scotland. Il credito erogato dalle banche italiane è ‘stitico’ ma salutare per l’economia nel suo complesso: non viene concesso senza garanzie. Ed i risparmiatori italiani sono ‘formiche’. Tant’è che si possono permettere un tenore di vita medio davvero invidiabile. Sarà a causa del salutare e benedetto ‘nero’ che gira come una ruota di scorta ben custodita per i momenti di difficoltà.

In ogni caso chi si trova veramente nel panico sono le banche delmerkozy system: se i risparmiatori (elettori) andassero all’incasso dei loro investimenti salterebbero in aria e si tirerebbero giù buona parte dell’economia franco-tedesca, nonché i loro attuali governi. Ma i merkozy sono stati bravissimi a far credere, a coloro che non operano sui mercati finanziari, che il problema è il sud dell’Europa. E ciò non corrisponde a piena verità.

“A new broom sweeps clean” è la regola che vale per Papademos e Monti, ma il ‘new’, in una società che impiega 48 ore per chiudere un governo democratico e farne partire un altro al limite del ‘golpe’ (se ne sono accorti anche negli Usa, ed uno dei motivi della telefonata di Obama al presidente italiano è stato per avere garanzie che ciò non fosse, altro che appoggio ed incitamento a fare presto!), ci mette poco a diventare ‘old’. Non è un problema di persone. Forse. All’inizio. Ma i mercati finanziari hanno bisogno di vedere crescita economica stabile per sentirsi tranquilli. Per una crescita stabile si sopporta anche un debito alto. È la ricetta Obama. In mancanza di quella, Goldman Sachs docet, si opera in due modi:

1. Si cera chi cresce (emergenti senza scrupoli né pietà per i diritti civili) e si distolgono investimenti da chi sta morendo.

2. Si sfruttano le turbolenze per far cassetta. E questo è esattamente quello che sta succedendo non solo con i bond italiani, ma con tutta la finanza che gira nelle borse europee in questi mesi.

La speculazione sull’Italia finirà e, come uno sciame di cavallette, si sposterà altrove. Fino ad ora Spagna, Irlanda e Portogallo sono state risparmiate perché i volumi monetari messi in gioco nelle locali piazze sono trascurabili rispetto alla grossa torta italiana da azzannare con voracità.

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