Il ritorno di Leonardo

By Redazione

novembre 12, 2011 Cultura

E’ stato definito l’evento artistico dell’anno e nelle prossime settimane, è prevista un’affluenza di visitatori incredibile. Stiamo parlando della mostra dal titolo, “Leonardo un artista-pittore alla corte di Milano”, che per la prima volta riunisce ben nove dipinti e cinquanta disegni del più grande genio di tutti i tempi. La mostra, inaugurata lo scorso 9 novembre, sarà alla National Gallery di Londra fino al 5 febbraio 2012. Raccoglie dipinti, disegni e bozzetti, eseguiti tra il 1481 e il 1492, quando l’artista fu al servizio di Ludovico Sforza il Moro.

L’eccezionalità dell’evento sta nel fatto che Leonardo in vita abbia realizzato in tutto circa venti dipinti di cui oggi ce ne sono rimasti solo quindici, quindi poterne vedere nove, tutti insieme e disposti all’interno di un percorso studiato nei minimi dettagli, che ricostruisce la carriera del genio vinciano, ha sicuramente dell’incredibile. Va riconosciuto il grande lavoro dei curatori dell’evento, i cultori della materia non hanno esitato a definire l’operato “un miracolo”. Fanatismi a parte, la National Gallery è riuscita a riunire dipinti e bozzetti appartenenti ad istituzioni culturali pubbliche e a fondazioni private sparse per il mondo: da Parigi a Cracovia, da Milano a Venezia, da New York al Vaticano, fino a  San Pietroburgo, creando un catalogo di valore inestimabile.

O meglio, il valore è stato stimato eccome, e anche (giustamente) assicurato, per l’ammontare di 1,5 miliardi di sterline, per capirci, oltre un miliardo e 700 milioni di euro. Nella malaugurata ipotesi che le opere di Leonardo raccolte dalla National Gallery dovessero essere rubate o distrutte, è questo l’indennizzo, rivelato dal “Sunday Telegraph”, che il governo inglese dovrebbe pagare.

D’altronde, è la mostra delle “prime volte”: per la prima volta si possono ammirare le due versioni de “La Vergine delle Rocce” una di fronte all’altra. Il Louvre non aveva mai concesso che la prima delle due versioni lasciasse il museo e la seconda, già alla National Gallery, è stata restaurata da poco, risvegliandosi in tutti suoi colori e la sua luce. Per la prima volta sono riuniti nella stessa stanza due dei ritratti femminili più famosi di Leonardo: “La dama con l’ermellino” e “La Belle Ferronière”, che secondo alcuni storici dell’arte corrisponderebbero rispettivamente alla giovane amante e alla moglie del Duca Ludovico il Moro. Per la prima volta si può osservare da vicino il discusso “Salvator Mundi”, per anni considerato ad opera di un allievo e da quest’anno, dopo un restauro, attribuito allo stesso Leonardo.

Ma volendo partire dal principio, appena si entra, nella sala uno, troviamo il disegno di una testa, il profilo di un uomo con il bulbo oculare in evidenza collegato a tre camere interne al cervello: la prima immagazzina i dati, la seconda è la sede dell’anima, dell’immaginazione, dell’intelletto, la terza è la memoria. Luke Syson, uno dei curatori della mostra spiega prontamente che per Leonardo “l’osservazione, la creatività artistica e la divina scintilla della psiche sono collegate in modo inestricabile”. Tutto è curato nei minimi dettagli per questa trasferta londinese del genio italiano.

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