Investimento forzoso

By Redazione

novembre 10, 2011 politica

So di non poter aggiungere nulla di nuovo al dibattito europeo sul risanamento della  finanza pubblica italiana, ma perché nell’ambito parlamentare o di Governo o di giornalismo economico nazionale non si sente parlare di proposte che a molti di noi paiono assolutamente ragionevoli ?

Proposte come quella illustrata  da Alessandro di Carpegna Brivio su Linkiesta o quella spiegata da un ottimo e noto operatore milanese di Borsa sulla possibilità che venga creato un fondo contenente l’oro di Bankitalia e tutte le partecipazioni pubbliche in aziende operative e, perché no, anche immobili e beni demaniali .

Un tale fondo raccoglierebbe anch’esso centinaia di miliardi, diminuendo così sostanzialmente il debito pubblico.

Addirittura chi è da sempre contrarissimo ad una patrimoniale, che già viene pagata su una buona quantità di beni e con una inflazione che non andrà a diminuire, potrebbe prendere in considerazione un tale investimento “forzoso” fino ad alte percentuali dei propri risparmi liquidi.

Con il tutto occorre però tenere sotto tutela la politica, che non consideri questi soldi da spendere e che continui a fare quanto necessario per coprire lo sbilancio annuale con l’estero, che è su un andamento costante di circa 100 miliardi annui di deficit e che si pareggia solamente aumentando le esportazioni e diminuendo le importazioni.

Molti  credono anche che una volta ridotte le tasse a 2 sole (una sui redditi – senza doppie imposizioni – ed una sui consumi, portando una pressione fiscale massima per singolo contribuente al 40%), una inflazione al 3%, provocata da un deficit controllato del bilancio pubblico, utilizzato per investimenti e finanziato con la stampa di Euro, sarebbe un buon sostituto di una patrimoniale e terrebbe vivace l’economia ed i suoi attori.

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