E se il Cav fosse salito al Colle per…

By Redazione

novembre 9, 2011 politica

Signor Presidente Napolitano,

non è la prima volta, come sa, che mi trovo in questa situazione. Accadde anche nel 1995, quando venni tradito e mi si impedì di proseguire l’azione di Governo che la grande maggioranza degli Italiani mi aveva affidato. Ma lei, signor Presidente, mi consenta, posso darle del tu?, ma tu, Giorgio, non sei Scalfaro, e io non ripeterò lo stesso errore di allora, quando, non fidandomi del Capo dello Stato, smentii, mal consigliato da Fini e Casini, la mia prima intenzione di sostenere Lamberto Dini, da me indicato, e decisi per l’astensione. In questo modo impedii al mio partito di influenzare il corso delle cose. 

No, oggi ho una ferma determinazione. Perciò, mentre ti annuncio le mie dimissioni subito dopo la doverosa approvazione della legge di stabilità, ti indico anche il percorso politico che ritengo non solo il più utile per sventare le minacce sull’economia del nostro paese, ma anche il più conforme, date le circostanze politiche, alla nostra Costituzione.

Una volta rese le mie dimissioni, occorre che il Parlamento garantisca la sua continuità fino alla scadenza naturale attraverso un Governo guidato da una personalità di prestigio internazionale che sappia restituire alla comunità finanziaria la consapevolezza della forza della nostra economia e della serietà degli impegni che abbiamo assunto in ogni sede.

Il nome, caro Giorgio, lo conosci già. É l’uomo che io scelsi nel 1994 per rappresentare l’Italia, e se mi consenti, anche il mio governo, in sede europea, il professor Mario Monti. Ti garantisco, se questa sarà la tua indicazione, che il gruppo del Pdl voterà indefettibilmente ogni proposta di legge che il Governo così autorevolmente guidato deciderà di sottoporre al Parlamento per superare la crisi che stiamo attraversando. Mi auguro, anche se posso in cuor mio dubitarne, che le attuali opposizioni sappiano fare altrettanto.

In questo modo potremo garantire ai cittadini italiani non soltanto la tranquillità di vedere disperse le nubi che, immotivatamente, oscurano il loro futuro, ma anche di potere, nel giro di pochi mesi, esercitare con piena consapevolezza la sovranità che la Costituzione rende al popolo. Ti aggiungo, ma questo resti fra noi, che la nostra parte farà tesoro delle prossime settimane e dei prossimi mesi per prepararsi alle elezioni previste nella primavera del 2013, e, approfittando degli errori che certamente la sinistra commetterà, rendendo difficile se non in certi momenti perfino impossibile l’attività del Governo, ti posso anticipare che saremo noi a vincerle. A presto, Presidente.

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