Il Cav prepara il suo partito

By Redazione

novembre 8, 2011 politica

L’abbiamo sentito una volta e non ci credevamo. La seconda ci siamo insospettiti. Alla terza abbiamo deciso di darvene conto. Con tutta probabilità Berlusconi coltiva la tenace idea di andare realmente ad elezioni. In primavera, possibilmente, magari non gestendo lui direttamente la transizione.

Alcuni autorevoli dirigenti del partito, che gli hanno parlato in questi ultimi giorni, assicurano che sia convintissimo: «Al voto subito, dopo di questo governo solo elezioni». Fin qui nulla di nuovo. Ma la convinzione delle urne subito è accompagnata da un’incredibile ipotesi che sta ronzando nella testa del Cavaliere. Che l’avrebbe esposta a tutti e tre i nostri interlocutori: «Che ne pensi se faccio veramente un mio partito?». Non il Forza Silvio che era girato nelle scorse settimane. Sondaggi alla mano, Berlusconi ha incrociato due indicazioni. Il suo nome non paga più come polarizzatore di consenso nell’ambito della sua coalizione. Viceversa, tuttavia, è ancora un valore aggiunto per qualunque formazione di centrodestra che si presenti domani alle urne.

Così l’ipotesi su cui lavorare è questa: il Pdl in mano ad Alfano, coadiuvato dagli ex An, nel quale il quadrangolo Alemanno-Formigoni-Pisanu-Scajola possa giocare serenamente la propria battaglia di minoranza interna. Il Cavaliere garantirebbe l’integrità del principale partito di centrodestra mantenendo una fortissima moral suasion, se non una vera e propria golden share, sulla compagine degli azzurri. Lui, ecco la novità, si porrebbe transitoriamente a capo di una nuova formazione. Che sia una sorta di listone civico per le elezioni che verranno, o piuttosto un vero e proprio progetto politico, solo il tempo potrà dirlo.

Quel che ha in mente il Cavaliere è un cartello che si richiami con decisione, a partire dal nome, al popolarismo europeo, che possa raccogliere sotto la propria bandiera i Responsabili, ad oggi senza casa politica, e alcuni di coloro che, a torto o a ragione, hanno ritenuta ormai esaurita l’esperienza del Pdl. E, nella migliore delle ipotesi, recuperare quelli che naturalmente abbandoneranno l’Udc qualora Casini dovesse optare per un’alleanza a sinistra.

«Il Cavaliere sembra realisticamente escludere l’ipotesi di un suo listone – ci dice un alto dirigente del partito, che ha avuto modo di incontrarlo dopo il Quirinale – solamente se Alfano dovesse riuscire a recuperare l’Udc. Perché lui ormai sa di non potercela più fare».

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