Scandalo finanziario a Teheran

By Redazione

novembre 2, 2011 Esteri

Sapete chi è Mahmoud Reza Khavari? Se non avete letto nelle scorse settimane l’americano Washington Post o l’israeliano  Jerusalem Post sarà molto difficile che abbiate mai sentito parlare dell’uomo che può travolgere tutto il regime iraniano, a partire dal suo amico Mahmoud Ahmadinejad, sotto il peso del più grande scandalo economico che abbia mai visto l’Iran negli ultimi anni. Un ammanco di qualche miliardo di dollari dalla Melli Bank di cui il suddetto Carneade era il direttore finanziario e manageriale. Una banca che, per chi non lo sapesse, era da tempo blacklisted dall’America perché è anche la stessa che si occupa di reperire sul mercato l’uranio da arricchire per l’atomica di Teheran. E dove si trova adesso Khavari? In Canada, paese molto generoso nel concedere doppie nazionalità a tutti i pezzi grossi del regime di Teheran.

Khavari è scappato a fine settembre dopo che si era sparsa la voce dei primi 22 arresti da parte dell’agenzia di stampa iraniana Mehr News Agency. Lo scandalo bancario ruota attorno al ricco uomo d’affari Mahafarid Amir Khosravi, che avrebbe falsicato  alcune  lettere di credito con l’aiuto di dirigenti bancari di alto livello. I dirigenti, a loro volta, erano  stati “invitati a partecipare” a questa appropriazione indebita da alcuni corrotti funzionari del governo in carica. Almeno  secondo il sito web Mashreghnews, notoriamente ostile ad Ahmadinejad. Khosravi è stato accusato di avere distratto il denaro, l’equivalente di 2,6 miliardi di dollari americani, per poi avviare una banca privata chiamata Aria Bank. Coinvolto nello scandalo tutto lo staff di Ahmadinejad. Ministri, ex comandanti del Corpo della Guardia Rivoluzionaria e persino il capo della Banca centrale si stanno tutti pubblicamente incolpando l’un l’altro per avere aiutato l’uomo d’affari a prendersi quei soldi dalla banca che doveva invece finanziare l’atomica iraniana.

Khamenei, la guida spirituale suprema iraniana, per ora non sembra voler fare pressioni su Ahmdinejad perché si dimetta ma pare intenzionato a fargli finire il mandato. Di certo però il propagarsi di questa notizia sta danneggiando irreparabilmente ogni possibilità di un terzo mandato. La guerra intestina al regime antisemita di Teheran è anche imperniata sulla figura di Esfandiar Rahim Mashaei, accusato dai sostenitori di Khamenei di aver fondato  una “corrente deviante” dello sciismo. Ahmadinejad però lo ha sempre difeso. Minacciando le proprie dimissioni immediate in caso di arresto del suo pupillo, cosa che getterebbe l’Iran nel panico data l’attuale pressione delle sanzioni internazionali.

D’altra parte lo scandalo della Bank Melli è stato portato alla luce da Heidar Moslehi, un religioso sciita che era stato costretto a dimettersi da Ahmadinejad in aprile, e che venne poi reintegrato dal leader supremo. Moslehi era anche il ministro dei servizi segreti iraniani. L’accusa a Ahmadinejad da parte degli uomini di Khamenei è semplice: “Hanno tentato di rapinare le casse dello stato per finanziare un golpe in Iran”. Sia come sia, questa corsa folle alla bomba atomica sembra stare portando una sfiga incredibile a tutte le figure cardine di questo regime infame e omicida che dal 1979 opprime l’intero popolo iraniano.

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