Un salvacondotto per la verità

By Redazione

ottobre 27, 2011 politica

In un’intervista a Pannella a RAI 3, Lucia Annunziata gli ha chiesto se nel recente incontro con Berlusconi avevano parlato del “salvacondotto”. Il “salvacondotto” in questione sarebbe quello che qualcuno vorrebbe offrire al Presidente del Consiglio come contropartita del suo ritiro dalla vita politica.

Lucia Annunziata non è l’ultima ruota del carro della macchina dell’informazione. E, poiché, per informare occorre(rebbe) essere informati, se ne dovrebbe dedurre che di questo “salvacondotto” l’importante giornalista non abbia sentito parlare dal portiere del palazzo della Rai, ma che si tratti di argomento che circola con una certa insistenza. Del resto un personaggio che nel mondo politico ha avuto responsabilità di rilievo e ne ha tuttora, Buttiglione, aveva avanzato quest’ipotesi, anzi, aveva fatto propria quest'”offerta”. Ed altri ne avevano parlato seriamente (si fa per dire).

Non so bene che cosa abbia risposto Pannella, perché non l’ho capito. Certo non ha soddisfatto positivamente la curiosità dell’Annunziata. Purtroppo non le ha risposto a tono. Lucia Annunziata non è certo di quelli che ammettono che in Italia la Giustizia è un partito e che, invece, sostengono che, se contro Berlusconi si è scatenata una caccia giudiziaria senza precedenti, ciò dipende solo ed unicamente dal fatto che l’azione penale è obbligatoria e che i magistrati sono obbligati ad imbastire contro di lui tanti processi perché, il mariuolo, ne combina di tutti i colori e delinque abitualmente. E, soprattutto, si può scommettere che se la Signora Annunziata ti sente dire che questo affannarsi di magistrati di tutta Italia contro il Cavaliere è una grande manovra politica, se non corre a denunziarti in Procura poco ci manca.

Ed allora l’autorevole giornalista RAI dovrebbe spiegarci che cosa sarebbe questo “salvacondotto”, questo “patto di resa” (tu te ne vai da Palazzo Chigi e, magari, anche dall’Italia e noi ti chiudiamo tutte le partite giudiziarie). Dopo tanto sbraitare contro le “leggi ad personam”, dalle parti di Lucia Annunziata, di Buttiglione e compagni si ventila e si caldeggia l’ipotesi di un’amnistia ad personam, oltre tutto condizionata e contrattata con lo scambio, con la resa politica.

Beandosi con questo miraggio, gli ultimi sostenitori della battuta umoristica secondo cui in Italia c’è l’obbligatorietà dell’azione penale, ammettono che, invece, almeno per quel che riguarda Berlusconi c’è solo la guerra civile, come in Libia, dove il “salvacondotto” qualcuno voleva darlo a Gheddafi a patto che si togliesse dai piedi, ipotesi andata in fumo perché, se non c’è obbligatorietà dell’azione penale quando l’azione medesima è quella realizzata a cannonate, c’è, o, almeno, c’era per Gheddafi, l’obbligatorietà per un Rais che si rispetti di morire sul campo e di non battersela alla chetichella.

Insomma il “salvacondotto” sognato da Buttiglione e dalla Annunziata e da molti altri, se è una autentica bufala, è però un “salvacondotto” per un po’ di verità sulla giustizia in Italia, sulla natura di guerra civile messa in atto con la persecuzione giudiziaria, e soprattutto per la verità, che può essere negata solo da qualche imbecille e da  molti impudenti, che l’obbligatorietà dell’azione penale e la stessa parola giustizia con certi processi c’entrano come i cavoli a merenda. Grazie, signora Annunziata di aver “sdoganato” di soppiatto un po’ di verità. Non è colpa sua se Pannella non le ha risposto a tono.

Giustiziagiusta.info

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