Gli alleati di Berlusconi

By Redazione

ottobre 27, 2011 politica

Qualunque sia la risposta dei mercati (o dei circoli finanziari franco-tedeschi) alla lettera d’intenti di Silvio Berlusconi, l’attuale governo italiano è destinato ad andare avanti. O meglio, può cadere solo se il Cavaliere e Umberto Bossi decidono insieme che ai rispettivi partiti conviene staccare la spina prima del tempo per evitare un logoramento dagli effetti potenzialmente letali.

Può essere, come sospetta il leader del Carroccio, che la casta dei banchieri che si trova dietro il binomio Merkel-Sarkozy abbia deciso di dare il colpo di grazia al governo Berlusconi per evitare di continuare a finanziare l’Italia e per costringerla a diventare terra di conquista economica della speculazione internazionale. Ma è molto improbabile che il disegno di liquidare il governo italiano per salvare le banche franco-tedesche possa andare in porto. In primo luogo perché l’affondo contro l’Italia, che rappresenta la terza economia europea, rischierebbe di trasformarsi in un colpo mortale per l’euro. Cioè per le stesse banche e gli stessi poteri “forti” tentati di far collassare il nostro paese per salvare se stessi.

In secondo luogo perché a difendere fino a gennaio un governo che oggettivamente è indebolito, impaurito, incerto sul da farsi e angosciato dal futuro prossimo si erge ormai con chiarezza il baluardo invalicabile degli interessi particolari delle opposizioni. Il paradosso italiano è infatti che il miglior alleato della maggioranza in bilico (ovviamente solo per i prossimi due mesi) è una opposizione che, a dispetto delle proprie richieste quotidiane di dimissioni del Presidente del Consiglio, di richiesta di governo tecnici o di esecutivi di larghe intese, vuole fortemente conservare Berlusconi a Palazzo Chigi almeno fino a Natale.
Non solo perché non ha alcuna possibilità di mettere in piedi una alternativa credibile ed immediatamente praticabile al centro destra. E non solo perché ha scoperto che da un punto di vista propagandistico le conviene continuare ad avere come bersaglio un Cavaliere che grazie al solito circo mediatico-giudiziario è già stato processato e condannato per ogni genere di nequizia (ovviamente non provata e non giudicata nelle aule dei tribunali).

Ma soprattutto perché i suoi principali leader hanno calcolato che il loro principale interesse è far restare in piedi l’attuale governo per i prossimi mesi per costringerlo a compiere il “lavoro sporco” delle misure impopolari richieste dall’Europa ed andare alle elezioni anticipate nella prossima primavera sfruttando a proprio vantaggio l’attuale sistema elettorale.

Il primo che accende i ceri alla Madonna per ottenere il miracolo della sopravvivenza del governo e delle elezioni anticipate in primavera con il “Porcellum” è Pierferdinando Casini. Il leader dell’Udc sa bene che il Terzo Polo con Fini, Rutelli e Lombardo non è un vantaggio ma una peso per il proprio partito.
Ma con le liste bloccate può fare la parte del leone nella scelta dei futuri parlamentari lasciando agli alleati pochi briciole e con il premio di maggioranza regionale del Senato può sperare di diventare il futuro ago della bilancia della politica italiana. Perché mai, allora, Casini dovrebbe premere per far cadere il governo adesso, far nascere un nuovo esecutivo, assistere al referendum sulla legge elettorale e correre il rischio di ritrovarsi con un nuovo “Mattarellum” destinato a stritolare il Terzo Polo? Lo stesso vale, ma per ragioni diverse, per Pierluigi Bersani.

Il segretario del Pd sa bene che le proprie possibilità di sopravvivenza politica sono condizionate dalle elezioni anticipate nella prossima primavera con l’attuale legge elettorale. In questo caso può sperare di determinare a proprio favore le liste del Pd, conquistare la maggioranza alla Camera facendo l’alleanza con Di Pietro e Vendola e convincere facilmente il Terzo Polo a trovare un accordo per il governo promettendo a Casini l’elezione alla Presidenza della Repubblica.

Certo, Casini e Bersani non sono gli unici attori dell’opposizione. Il primo ha dei pesi morti, il secondo dei nemici interni molto combattivi. Ma a Berlusconi bastano ed avanzano per arrivare a Capodanno. E poi? Poi si vedrà!

opinione.it

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